
Sabato 11 luglio si è spento, nella sua amata casa a Capri, uno degli artisti più rappresentativi della musica italiana. Peppino di Capri è morto all’età di 87 anni, dopo una lunga malattia, e con lui se na va una delle voci più amate e meglio conosciute della musica italiana.
Giuseppe Faiella, conosciuto dal mondo come Peppino di Capri, è nato a Capri il 27 luglio 1939 e sin da bambino ha dimostrato di avere una predisposizione naturale per il pianoforte ed un orecchio musicale fuori dal comune. All’età di soli quattro anni si esibiva già al pianoforte per i soldati americani di stanza sull’isola durante la seconda guerra mondiale.
Nel secondo dopoguerra Capri si trasformò in un punto di incontro per artisti, musicisti ed intellettuali. Proprio in questo ambiente cosmopolita Peppino imparò ad affiancare alle melodie eleganti del pianoforte classico il frizzante jazz, il rock’n’ roll e le novità musicali Americane che velocemente stavano conquistando il mondo. A fine anni cinquanta, insieme ad alcuni amici, fondò i Rockers. Furono tra i primi italiani a reinterpretare il rock pur rimanendo fedeli alla tradizione musicale napoletana. Nel 1995 la band fu scelta per aprire i tre concerti dei Beetles in tour in Italia, un’opportunità straordinaria che lanciò definitivamente Peppino di Capri sul palco nazionale
Nel 1958 la band debuttò con la Carisch e i brani “Nun è peccato” e “Malatia”, che ottennero subito un grande successo. Negli anni del boom economico Peppino di Capri divenne il simbolo di un’Italia moderna, elegante e aperta alle influenze internazionali. Con successi come “Let’s Twist Again”, “Saint Tropez Twist”, “Roberta” ed “E mo’ e mo’” contribuì a portare il twist e il rock’n’roll nelle classifiche italiane.
Negli anni settanta la sua carriera raggiunse l’apice quando vinse il Festival di Napoli con “Me chiamme ammore” e fondò l’etichetta discografica Splash, conquistando una maggiore autonomia artistica. Tre anni più tardi trionfò al Festival di Sanremo con “Un grande amore e niente più”, seguito nello stesso anno dalla pubblicazione di “Champagne”, destinata a diventare una delle canzoni italiane più amate di sempre. Nel 1976 conquistò una seconda volta il palco dell’Ariston con “Non lo faccio più”.
Cantante fresco e raffinato, con la sua voce calda e uno stile incredibilmente moderno, Peppino anticipò i tempi componendo dei pezzi capaci di parlare al cuore di generazioni profondamente diverse.
La sua ultima apparizione pubblica risale all’estate dell’anno scorso durante una serata organizzata in suo onore a Capri per cantare insieme ai capri rockers, la band fondata dal figlio Edoardo favella. In quest occasione accolto da applausi e da una lunghissima standing ovation ha regalato al suo amato pubblico un ultima emozionante interpretazione di “Champagne” e “Il sognatore”, salutando la sua isola con la musica che aveva plasmato la sua vita.
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