
L’adozione ottenuta da una coppia non sposata nei confronti di una cittadina statunitense può essere riconosciuta in Italia. La mancanza di vincolo coniugale tra gli adottandi non si traduce in una manifesta contrarietà all’ordine pubblico, e di conseguenza, non ostacola il riconoscimento automatico della sentenza straniera. Lo ha affermato la Cassazione con sent. 35437 del 19 dicembre 2023.
La sentenza riguarda una coppia di cittadini italiani, uniti civilmente, che avevano adottato un minore in Spagna, dove le coppie dello stesso sesso possono adottare. Il Comune di Milano aveva rifiutato di trascrivere l’atto di adozione spagnolo, perché contrastante con l’ordine pubblico internazionale. In Italia, infatti, l’adozione legittimante è riservata alle sole coppie coniugate. La coppia aveva impugnato il diniego davanti al Tribunale di Milano, che aveva accolto il loro ricorso e ordinato la trascrizione dell’atto di adozione. Il Comune di Milano aveva poi proposto ricorso in Cassazione.
La Cassazione ha respinto il ricorso del Comune.
In prima istanza, l’adozione ottenuta dai ricorrenti nei confronti di una cittadina statunitense, per nascita, è un’adozione estera, non internazionale, con conseguente applicazione dell’articolo 41, comma 1, d.i.p., relativo al riconoscimento automatico.
Ancora, il principio di cui all’art. 6 della legge n. 184/1983, secondo cui solo i «coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni» possono adottare, non è un limite di ordine pubblico internazionale. L’interesse del minore, riconosciuto dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e da altri accordi internazionali, prevale sugli altri e impone di garantire determinati diritti al minore il diritto a una famiglia; il diritto a una identità; il diritto alla continuità affettiva, indipendentemente dall’orientamento sessuale dei genitori adottivi.
La sentenza della Cassazione è importante perché ribadisce il principio del best interest of child. Tuttavia, si applica solo ai casi in cui l’adozione è avvenuta all’estero con il consenso dei genitori biologici e previa indagine sugli adottanti da parte di un’agenzia pubblica. In Italia, infatti, l’adozione legittimante è ancora riservata alle sole coppie coniugate. Le coppie non sposate, sia eterosessuali che omosessuali, possono ricorrere solo all’adozione in casi particolari.
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