
Il 10 gennaio 2024, l’Assemblea del Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, comunemente nota come AGCOM, ha votato all’unanimità per l’approvazione di nuove direttive per gli influencer. Queste linee guida mirano a garantire che gli influencer rispettino e osservino le disposizioni del Testo unico sui servizi di media audiovisivi.
Questo rappresenta un passo rilevante verso il riconoscimento dell’attività degli influencer in una prospettiva simile a quella dei fornitori di servizi di media audiovisivi. In tal modo, gli influencer sono chiamati ad assumere una responsabilità editoriale sui contenuti da loro condivisi attraverso le varie piattaforme.
Indubbiamente a sospingere l’AgCom verso nuove linee guida per i content creator è stato il “pandoro-gate” di Chiara Ferragni e la recente multa che l’influencer ha ricevuto. Questa stretta web, infatti, vuole regolamentare il mondo dell’economia social. Per farlo passerà dalla tutela dei diritti fondamentali della persona e dei minori, proponendo norme e sanzioni per chi non dovesse attenersi alle linee guida.
Dunque, chi sarà a doversi attenere a queste nuove norme? Ed è proprio qui che sorge una prima incongruenza. Le nuove misure saranno per coloro che hanno raggiunto un milione di follower sulle piattaforme in cui operano. Oltre a dover avere un engagement rate medio pari a o superiore al 2%. In Italia, però, gli influencer che rientrano in questi parametri sono poco più di una cinquantina. Per tutti gli altri non cambierebbe nulla.
Criticità a parte, le nuove regole principali previste sono cinque. Due già approvate e tre in fase di discussione. Le prime due prevedono l’obbligo da parte dei content creator di riportare le diciture e indicare chiaramente la natura pubblicitaria dei loro contenuti. Inoltre, saranno predisposti divieti per la promozione di alcool, giochi d’azzardo e prodotti contenenti nicotina.
Le leggi non ancora approvate mirano in primis all’iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione da parte degli influencers. Al versamento di un contributo annuale all’AgCom e a delle sanzioni da 10mila a 600mila euro per chi non rispetta le norme previste.
Conformemente a un sondaggio menzionato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, è emerso che un considerevole 85% dei cittadini italiani fa affidamento sui pareri degli influencer quando si tratta di effettuare un acquisto, sia esso di un prodotto o di un servizio. Inoltre, il mercato associato agli influencer in Italia ha raggiunto un valore di 280 milioni di euro nel corso del 2021, registrando una crescita del 15% rispetto all’anno precedente. In effetti, l’Italia si erge come la nazione con la più alta percentuale di individui influenti, cioè persone che hanno superato l’età legale e vantano una base di follower di oltre 1.000 (2,22%). Seguono poi la Spagna (1,94%), l’Irlanda (1,35%) e il Portogallo (1,18%).
Dunque, delle leggi che regolino l’andamento di questa attività così moderna non possono che fare del bene. Eppure, un ulteriore dubbio sorge sulle modalità in cui queste norme saranno rese operative. Il mondo dei social è molto più complesso e articolato rispetto a quello dei media tradizionali. L’AgCom sarà in grado di mantenere gli impegni presi e far fronte alle nuove esigenze digitali?
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