
L’AGCOM, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha formalizzato la creazione di un apposito albo per gli “influencer” più rilevanti. Viene così riconosciuto il ruolo di un settore che negli ultimi anni ha raggiunto un pubblico vastissimo ed un considerevole peso economico e sociale.
Con la delibera 197/25, l’AGCOM aggiunge un tassello al percorso iniziato nel 2024, approvando in via definitiva le Linee guida e il Codice di Condotta per gli influencer. L’albo per gli influencer non è un ordine professionale, bensì un elenco pubblico fatto per coloro che hanno un impatto paragonabile a quello dei media tradizionali.
I content creator dovranno compilare e inviare all’Autorità il modulo presente sul sito web istituzionale. All’interno bisognerà indicare: le proprie generalità, tra cui nickname e marchio attraverso il quale si è conosciuti dal pubblico; i link al sito, pagina, piattaforma e/o account del soggetto; le metriche individuate dalle linee guida su ciascun social media e infine un proprio recapito.
Gli influencer più rilevanti, tenuti a iscriversi nell’elenco, sono quelli con almeno 500.000 follower (conteggiati al trentesimo giorno prima dell’invio del modulo) oppure 1 milione di visualizzazioni medie mensili (calcolate con riferimento ai sei mesi antecedenti il giorno dell’invio del modulo), su almeno una delle piattaforme utilizzate. L’elenco sarà aggiornato semestralmente.
Inoltre è disposto l’obbligo di riconoscibilità. Nei profili infatti dovrà comparire la dicitura “in elenco AGCOM“. E gli influencer creati con l’intelligenza artificiale? La disciplina italiana li equipara totalmente a quelli tradizionali, anticipando e integrando i principi europei, attraverso una normativa attenta agli obblighi di trasparenza e ai pericoli dell’IA.
Le nuove linee guida impongono che i contenuti commerciali debbano essere immediatamente riconoscibili, ponendo così fine alla pubblicità occulta. Per i contenuti che mostrano alcolici sarà necessario utilizzare gli strumenti di limitazione dell’età per proteggere i minori, nonché il divieto assoluto di promozione di tabacco e gioco d’azzardo. Ultimo ma non per importanza: i contenuti dovranno rispettare i diritti fondamentali della persona e la proprietà intellettuale.
L’AGCOM avrà il potere di intervenire con verifiche, diffide, richieste di rimozione e sanzioni di vario tipo: fino a 103.000 Euro per chi non si iscrive all’elenco; fino a 600.000 Euro per la violazione di norme a tutela dei minori; fino a 250.000 Euro per la pubblicità occulta.
L’Autorità si è resa conto del potere di influenza che c’è dietro ogni like, visualizzazione ed interazione, che meritano la stessa attenzione riservata ai mezzi di comunicazione classici. Il nuovo Codice parla di responsabilità editoriale, perché chi fa numeri da media, deve essere trattato come un operatore dei media, con tutto ciò che questo comporta in termini di diritti e doveri.
Mentre in altri Paesi si alternano aperture totali e chiusure rigide, il modello AGCOM italiano punta sulla responsabilità e trasparenza come strumento di tutela. Tuttavia la preoccupazione sollevata da alcuni utenti è la soppressione della libertà, con il rischio che si tratti di un meccanismo di controllo stringente, soprattutto per chi fa informazione e divulgazione.
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