
Il Litorale Domizio si prepara ad accogliere un’icona dell’architettura contemporanea, grazie all’impegno dell’imprenditore Gino Pellegrino, titolare dei Laghi Nabi di Castel Volturno. Il “Laghi Nabi Pavilion” riporta in vita il Padiglione del Brasile di Expo Milano 2015, vincitore del World Architecture Forum, tra i principali premi di architettura a livello mondiale. Il nuovo progetto per Castel Volturno è stato riaffidato agli architetti brasiliani Studio Arthur Casas e Atellier Marko Brajovic, che hanno lavorato alla reinterpretazione dell’oasi campana con una regia nuova e un senso preciso: un’architettura che vive e insegna. Invece, l’architetto locale che coordina i lavori in sinergia con gli architetti brasiliani è Giuseppe Albanese; mentre la paesaggista è l’architetto Claudia Landi e l’ingegnere strutturista è Salvatore Tessitore.

Un gesto di “archeologia del futuro” che vuole tenere insieme memoria e uso quotidiano. La promessa è chiara: non sarà un oggetto da contemplare, bensì un luogo da attraversare. Il percorso parte tra colture mediterranee e un giardino sensoriale, prosegue con una sezione di bioarte e testi curatoriali essenziali per poi condurre alla grande “Rete di connessioni”, il cuore interattivo. Qui un sistema di sensori, luci RGB e audio immersivo traducono stimoli ambientali in luce e suono. La piattaforma, aperta a collaborazioni con artisti e ricercatori, potrà leggere persino i segnali delle piante, grazie a sensori dedicati e modelli di intelligenza artificiale, fino a modulare odori in tempo reale. Una narrazione sinestetica, costruita con rigore tecnico e libertà creativa. L’organismo architettonico ricompone i segni originali del 2015 dentro un paesaggio diverso. Al piano terra resta la pavimentazione storica, mentre sopra si sviluppano due piattaforme: una intermedia a quota 3,85 metri e una sommitale a 7 metri. La rete inclinata avvolge e connette i livelli, invitando a una relazione fisica con la struttura. Lungo la rampa espositiva, otto pannelli in acciaio nero spazzolato, incisi e tagliati, raccontano il cantiere di Milano e il viaggio del padiglione fino a Nabi.
Il secondo livello apre lo sguardo. “Visioni del futuro” propone un mirante con sei pannelli mobili trasparenti, pensati per leggere il paesaggio e interrogarsi sul senso delle grandi esposizioni oggi. Le due sedute metalliche appartengono invece all’“Intermezzo” tra le reti, una piccola soglia raccolta, utile per brevi talk o soste. Dettagli, non orpelli: ogni elemento ha una funzione narrativa o di uso.

Accanto al padiglione si innesta l’ospitalità. Ristorante con terrazze, lounge sul tetto, bar e docce esterne, con accessi separati per il pubblico e per il servizio. La capienza è studiata per eventi e visite: 49 posti nella sala, 32 nell’area prendisole, 19 nella lounge inferiore, 16 sotto il portico. La rooftop lounge aggiunge altri 51 posti, affacciati sull’acqua. Un sistema che regge programmazioni culturali, didattiche e gastronomiche senza snaturare l’oasi. Il valore per il territorio pesa: educazione ambientale, turismo sostenibile, lavoro qualificato e attrattività internazionale. Un dispositivo permanente che lega arte, agricoltura e cucina mediterranea, e che porta nei Laghi Nabi un pezzo di storia dell’Expo ripensato per il presente. L’orizzonte indicato dal concept è autunno 2025. «Questo padiglione è una dichiarazione d’amore per la nostra terra», afferma l’imprenditore Gino Pellegrino. «Radici e innovazione qui camminano insieme. Ai Laghi Nabi vogliamo esperienze che educano, includono e generano lavoro vero. Bellezza che resta, che non si esaurisce in un selfie, ma lascia qualcosa al territorio. La nostra mission è sempre stata questa». I Laghi Nabi marcano il proprio posizionamento come struttura di eccellenza, non più solo nazionale, che è un lustro per il territorio di Castel Volturno. Valorizzare natura, turismo esperienziale ed arte è il mix vincente perfettamente calato nelle potenzialità (ancora inespresse) del Litorale Domitio. Non possiamo che gioire per una novità così entusiasmante.
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