
Israele ha censurato l’emittente Al Jazeera. Il provvedimento era stato già approvato in prima lettura, a febbraio, dalla Knesset ed è poi stato confermato in seconda e terza lettura dopo un lungo dibattito nel Comitato per la sicurezza nazionale della Knesset.
La causa che il governo di Benjamin Netanyahu adduce a questo provvedimento è il disinteresse della nazione a ricevere informazioni circa le questioni che riguardano Hamas. Il ministro delle Comunicazioni israeliano Shlomo Karhi ha affermato «Non ci sarà libertà di parola per i portavoce di Hamas in Israele. Al Jazeera sarà chiusa nei prossimi giorni».
La legge in questione permette al ministro delle Comunicazioni di ordinare la cessazione della trasmissione di Al Jazeera, di ordinare la confisca delle attrezzature del canale, di chiudere gli uffici israeliani del canale e di mettere offline il sito web nei territori di Israele o bloccare l’accesso al sito web.
Le misure sopra elencate sebbene valide per 45 giorni potranno poi al termine di questi essere riattivate per altri 45 giorni e così via.
Come sempre avviene in storia ci sono due cause per giustificare ogni evento: quella occasionale e quella effettiva. Nella causa occasionale assistiamo alla spiegazione superficiale delle motivazioni che spingono gli interessati ad agire, nelle cause effettive si scoprono le reali motivazioni per cui gli eventi avvengono. In questo caso la causa occasionale è quella riportata nel paragrafo precedente mentre la causa effettiva è l’intento di limitare ogni forma d’informazione reale riguardo gli operati del governo Netanyahu per evitare ogni forma di contestazione.
Il canale di Al Jazeera è uno dei più seguiti nei Paesi di lingua araba. L’ importanza di questo canale ha radici nella sua storia, nasce dalla volontà dell’emiro del Qatar Hamad bin Khalifa al-Thani di trasformare il Qatar in un polo culturale. Al-Thani aveva il desiderio che tale canale potesse, grazie all’aiuto delle sponsorizzazioni, diventare indipendente ma così non è stato.
Nonostante quest’indipendenza non sia mai stata raggiunta l’emittente ha sempre conservato negli anni questa sua connotazione indipendente e questo gli ha permesso di riscuotere tantissimo sucesso. Al Jazeera non è rimasta in silenzio, ma ha provato quando e per quanto poteva a dare una copertura anche nelle vicende più pericolose come la seconda intifada.
Purtroppo proprio perché Al Jazeera tenta di informare i cittadini ed è da questi molto seguita è stata spesso nella sua storia vittima di atti di censura da parte di vari Paesi arabi, in particolare Israele che già nel 2021 ha bombardato la sede dell’emittente a Gaza.
Netanyahu ha ancora una volta paura dell’informazione. Questo ci narra al contempo sia di un uomo che sa che tutto ciò che sta facendo non ha né etica né morali che reggano ed ha paura che ci possa essere una presa di coscienza collettiva, sia di un uomo che al tempo stesso si sente ancora troppo potente per retrocedere.
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