
Venerdì 24 aprile al Planetario di Caserta la scienza si è trasformata in memoria viva, emozione condivisa e sguardo verso il futuro. Una serata intensa e partecipata ha reso omaggio al professore Luigi A. Smaldone, figura centrale nella nascita e nello sviluppo delle attività divulgative del Planetario. L’evento ha richiamato appassionati, studenti e cittadini, uniti dal desiderio di ricordare non solo un docente, ma un pioniere capace di tradurre l’astronomia in esperienza accessibile e coinvolgente.
Cuore della serata è stata la riproposizione dello spettacolo “Crociera dodici lune”, primo progetto ideato dallo stesso Smaldone per il Planetario. Nato nel 2009, il lavoro rappresentava una delle sue intuizioni più significative: un viaggio narrativo e scientifico tra i satelliti del Sistema Solare, costruito con l’obiettivo di avvicinare il pubblico ai misteri del cosmo. Negli anni, tuttavia, l’evoluzione delle tecnologie aveva reso impossibile la sua programmazione, relegandolo a un ricordo prezioso ma inattivo.
L’appuntamento di Caserta ha segnato una rinascita. Grazie a un accurato lavoro di aggiornamento e completamento, lo spettacolo è tornato a vivere in una nuova veste, mantenendo intatto lo spirito originario. Non si è trattato di una semplice riedizione, ma di un recupero culturale capace di restituire valore a un progetto che ancora oggi conserva forza comunicativa e fascino.
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Il pubblico è stato accompagnato in un itinerario suggestivo attraverso i mondi del Sistema Solare. Dalla Luna, presenza familiare e rassicurante, alle piccole e irregolari lune di Marte, fino agli spettacolari sistemi di Giove e Saturno, ogni tappa ha offerto un equilibrio tra rigore scientifico e narrazione evocativa. Le immagini e i contenuti hanno saputo stimolare curiosità e meraviglia, dimostrando come la divulgazione possa essere al tempo stesso precisa e coinvolgente.
“Crociera dodici lune” si è così confermata un’opera capace di attraversare il tempo, mantenendo intatta la sua efficacia. Un risultato che testimonia la visione del professore Smaldone, la cui eredità continua a ispirare chi oggi porta avanti il lavoro del Planetario.
Durante la serata non è mancato un momento dedicato al futuro della memoria. È stata infatti avviata una raccolta firme per chiedere l’intitolazione del Planetario al professore. L’iniziativa ha incontrato un’ampia adesione, segno tangibile del legame profondo tra la comunità e il docente. Non solo un riconoscimento formale, ma un gesto simbolico per custodire nel tempo il contributo di chi ha saputo accendere la passione per la scienza in generazioni di visitatori.
L’evento si è chiuso con un senso diffuso di gratitudine e continuità. Tra stelle proiettate e ricordi condivisi, il Planetario di Caserta ha dimostrato come la scienza possa essere anche un luogo di memoria, capace di unire passato e futuro in un’unica, luminosa traiettoria.
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