
Intitolato Le domande giuste, il Salerno Letteratura Festival quest’anno gira intorno alla figura dello scrittore Franz Kafka – del quale si celebra il centenario dalla morte. Un’intera sezione della manifestazione, Meridiano K, sarà incentrata sul dibattito storico-critico e ospiterà letture sceniche inedite. Gennaro Carillo, co-direttore del festival, parla dell’autore delle Metamorfosi come di “un abisso insondabile, un enigma”. E nel filone del mistero si inserisce bene il più famoso drammaturgo moderno, che tra gli spazi del festival ha trovato la sua dimensione nelle pagine dello scrittore Stefano Reali: come tutti i grandi del passato, William Shakespeare è una figura che sembra nascondere ancora molti segreti.
Presentato nella serata inaugurale della manifestazione, lo scorso sabato 16 giugno, il romanzo nato dalla penna di Stefano Reali e pubblicato lo scorso gennaio si intitola Shakespeare Aenigma. La prima incarnazione di John Florio (Florestano Edizioni, 2024). Classe 1957, regista, sceneggiatore e compositore, Reali si è diplomato presso il Centro Sperimentale di Cinematografia ed ha all’attivo lavori teatrali oltre che televisivi: tra questi, la miniserie Le ali della vita (2002) e Al di là del lago (2008). Per la prima volta si è cimentato nella scrittura di un romanzo che, come ha spiegato, è frutto di una meticolosa ricostruzione di fatti, cronache e studi già effettuati sull’argomento; un progetto che ambisce a diventare qualcosa di più. L’autore ha potuto dialogare con Vincenzo Salerno (docente di Letterature Comparate presso l’Università degli Studi di Salerno) e coinvolgere il pubblico, attraverso le letture con l’attore salernitano Yari Gagliucci – che ha prestato la sua voce ai personaggi del romanzo e che, con Shakespeare, ha avuto a che fare in passato (ha vestito i panni di Caliban nell’adattamento teatrale de La Tempesta del regista Rebinksy).
Il romanzo si propone dunque di restituire al vero autore il merito di una vasta produzione teatrale, i cui personaggi popolano da tempo l’immaginario mondiale:
“John Florio, giovane letterato italiano in fuga dall’Inquisizione, si rifugia in Inghilterra dove spera di sbarcare il lunario come precettore. A Londra, per John inizia una scalata sociale che lo condurrà dai lavori più umili fino alla Corte della regina Elisabetta. I suoi incontri con i più alti ingegni dell’epoca, da Giordano Bruno a Christopher Marlowe, da John Dee a Mary Sidney, e un paio di scontri con Miguel De Cervantes, segneranno profondamente la sua esistenza. Ma sarà lo sciagurato patto “cyranesco” con William Shakespeare a cancellare John Florio dalla Storia, dando vita alla più grande truffa letteraria degli ultimi quattro secoli”.
Nel corso dell’evento si è discusso della grande esattezza della descrizione dei luoghi geografici che si ritrova nelle commedie elisabettiane firmate Shakespeare, della prolifica traduzione di novelle per la scena, dei motivi politici per cui il segreto non sarebbe mai stato svelato, neppure in tempi recenti, di ragioni biografiche e culturali per cui Florio sarebbe un candidato ideale e della sua revisione del First Folio: forse perché lui soltanto, unico fra tanti, in virtù delle sue conoscenze sui testi (da lui ideati) poteva rimettere insieme i drammi shakesperiani? Esilaranti, intriganti, le letture dal libro hanno catturato il pubblico, evidenziando la genialità e al contempo l’umanità di un personaggio dalle mille sfaccettature quale John Florio. Un personaggio storico che ha molti meriti e che, tuttavia, continuerebbe ingiustamente a vivere all’ombra del suo prestanome.
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