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Alessandro Bolide, da "Made in Sud" al prossimo film de "I Soldi Spicci"

Redazione Informare
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3 ottobre 20174 min di lettura

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  • 1È uno dei volti noti del programma televisivo “Made in Sud”. È l’uomo dei “Ma che ce ne fott”

È uno dei volti noti del programma televisivo “Made in Sud”. È l’uomo dei “Ma che ce ne fott”

Alessandro Bolide, napoletano con alle spalle gavetta e successi cinematografici, teatrali ed editoriali. Da attore nel film al fianco di Raoul Bova al teatro con Gigi e Ross in “Troppo Napoletano” fino all’esperienza da scrittore nel libro “Ma che ne fott”, dove da “sfogo” alla sua verve di “monologhista” come si definisce. Ci ha raccontato i suoi esordi da comici e quanto sia stata fondamentale per la sua carriera la partecipazione al programma televisivo di “Made in Sud”.

Alessandro, come ti avvicini alla realtà di “Made in Sud”?
«Il mio inizio è stato in un laboratorio fatto al “Tam” di Napoli, dove mi sono incontrato con tanti giovani comici e abbiamo sperimentato delle battute.  Pian piano ci siamo impegnati e sacrificati per anni cercando di sperimentare linguaggi, battute con un pubblico diverso al giorno. È stato un periodo molto bello, forse il migliore, quello dell’inizio».

Quanto e cosa ha rappresentato per te questa trasmissione televisiva?
«Credo che abbia dato tanto a tanti di noi che hanno iniziato a fare questo di mestiere. Da lì che poi ho esordito anche al cinema dopo che il regista Carlo Vanzina. guardando il programma quando veniva trasmessa su “Sky”, mi chiamò per farmi fare un provino per il film “Ti presento un amico”. Mi sono trovato a recitare al fianco di Raoul Bova, Martina Stella. Pensare che un regista come Carlo Vanzina in un programma che agli albori era ancora sconosciuto o di nicchia perché andava su comedy central credo proprio che abbia dato tanto a tutti come noi abbiamo ricambiato a chi produceva “Made in Sud”.  Alcuni comici, nel tempo, hanno fatto scelte artistiche diverse. Il nostro produttore ha inserito altri comici nelle edizioni facendo diventare il programma un grande brand, una grande fabbrica. Le idee da portare in scena nascono da tutti noi protagonisti. La forza di “Made in Sud” è che tutti i comici erano autori dei propri testi. Ci siamo sempre impegnati e se qualche battuta non era apprezzata, quando la sera provavamo con il pubblico spesso ci davamo anche una mano e cercavamo di renderla divertente. Oggi c’è una carenza di idee, ci sono programmi che vengono esportati dall’estero oppure programmi che sembrano “parodie delle parodie” per fare share».

Oramai, il tuo “Ma che ce ne fott” è diventata una filosofia di vita non soltanto dei campani. Oltre che ad essere la tua frase nel personaggio che interpreti nel programma è anche il titolo del libro che hai pubblicato recentemente. Ce ne parli?
«È una frase che uso spesso, sono quasi l’antitesi del “Ma che ce ne fott”.  “Me ne fotto” di tante cose, somatizzo molto. È come se staccassi la spina. La frase è diventata anche un libro per la “Sperling”, vendendo 3 mila copie. Sono contento della produzione perché è un libro che mi ha dato una forza pazzesca in quanto essendo un monologhista verace ho potuto esprimermi al meglio dal momento che nella trasmissione non mi era stata data la possibilità di farlo, uscendo in seconda serata, come per altri comici del programma. Nel libro parlo dei miei spettacoli, della famiglia, del rapporto con mia moglie e di altre parodie di programmi televisivi. È l’insieme dei monologhi: c’è il 40% di inedito».

Quanto è difficile far ridere a Napoli per un comico napoletano?
«Se fai ridere troppo a Napoli ti perdi un po’ nel nazionale. La scelta giusta è quella di mediare e accontentare sia il pubblico napoletano sia quello di altre città d’Italia. Quando faccio gli spettacoli,  faccio qualche battuta in napoletano che poi traduco a differenza di un mostro sacro che era quel “Pulcinella Moderno” di Massimo Troisi che si poteva permetteva di dire parole in napoletano senza tradurre. È come un quadro: lo si deve comprendere».

Attualmente a cosa stai lavorando? Prossimi progetti?
«Ultimamente sono stato scritturato con l’agenzia “Best Live” che  mi ha fatto tornare al teatro con “Troppo Napoletano”, la versione teatrale del film con protagonista Gennaro Guazzo, bambino prodigio che sta girando con Salemme e Buccirosso per un film. Ed è anche grazie a quest’agenzia che oltre al teatro ho fatto cinema. A breve, infatti, sarò nella pellicola cinematografica della coppia palermitana “Soldi spicci”, gli Arteteca della Sicilia,  nelle vesti di un prete, don Pippo e impegnato in un progetto con la supervisione di Alessandro Siani».

Continuate ad informare. Per tutti quelli che non si informano dell’informazione “Ma che ne fott”

di Giovanni Iodice

Tags
  • #Alessandro Bolide
  • #gigi e ross
  • #Made in Sud
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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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