
“Non siamo ancora pronti” dice il sindaco di Castel Volturno Pasquale Marrandino. Si riferisce al parco urbano di Pinetamare, uno dei pochissimi spazi pubblici pensati per ragazzi e famiglie.
Gli atti vandalici delle ultime settimane avrebbero portato il primo cittadino a chiudere a tempo indeterminato il parco comunale. Il vandalismo batte la buona politica, la comunità e il diritto dei cittadini castellani a godere di uno spazio semplicissimo come un parco.
Quali riflessioni occorre fare? La prima è che sul Parco Urbano c’è una questione mai sciolta: l’affidamento dell’attività di ristoro interna. Un bando annunciato, ma mai concretizzatosi. Se all’interno ci fosse stata un’attività responsabile, allora ci sarebbe stato un controllo maggiore che non sarebbe ricaduto solo sulle spalle del comune.
Il problema è che non si è neanche mai provato a far partire il punto ristoro e il perché è sconosciuto. Così il parco è servito solo per qualche evento estivo, per poi ricadere nel baratro dell’incuria. Già dopo l’estate i segni del vandalismo erano mortificanti, con persone che addirittura hanno adibito parte delle stanze come rifugio di fortuna in cui passare la notte.
Nessun sistema di videosorveglianza e controllo. Nessuna cura del verde. Nessun affidamento per la gestione del punto ristoro. Tutto è stato lasciato all’intemperie, in un territorio che finge di non vedere le persone fragili che lo compongono.
Ma il dato politico è quello che dovrebbe far saltare i cittadini dalla sedia. È lo stesso sindaco che dice alla comunità di non essere pronta, e quindi non meritare, uno spazio semplicissimo come un parchetto. Dichiarazioni da brividi per un amministratore chiamato ad un’azione pubblica virtuosa, capace di rafforzare la comunità e non di chiudersi davanti al vandalismo.
Hanno vinto gli zozzoni. È questo il messaggio che passa. A Pinetamare davanti all’illegalità si chiude il parco, l’unico nell’area. Dov’è la “città normale”?
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