
Al teatro San Carlo si è tenuto un tour dedicato alla scoperta della sartoria dove si realizzano gli abiti che vengono indossati sul palcoscenico. I visitatori sono stati i giornalisti dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, a conferma, come evidenziato dal sovrintendente Fulvio Adamo Macciardi, della vocazione internazionale del teatro.
La sartoria è il luogo in cui i costumi pensati da scenografi e registi prendono forma e colore, diventando realtà. Ogni abito deve, infatti, adattarsi alla rappresentazione che si dovrà mettere in scena e richiede, per la sua realizzazione, il meticoloso contributo di diversi professionisti. Vengono accuratamente studiati i modelli, i tagli, i colori e le misure. I materiali e gli strumenti utilizzati sono i più disparati, spaziano tra tessuti ricavati dagli scarti ad aerografi, dimostrando l’avanguardismo di tale attività creativa. Al timone dell’intera sartoria c’è Daniela Ciancio, vincitrice di numerosi premi e David di Donatello per i migliori costumi.
Le tecnologie moderne, i serrati ritmi di produzione, la concorrenza tra il prodotto industriale e quello fatto a mano portano, giorno dopo giorno, alla chiusura di tante attività artigianali. La sartoria, però, resiste. Ci sono sicuramente contesti, come quello teatrale o cinematografico, in cui un abito realizzato artigianalmente è assolutamente necessario se si vuole garantire la massima qualità dello spettacolo. Ma non si tratta solo di questo. La sartoria funziona ancora perché garantisce qualità, durabilità dei capi e la possibilità di avere un abito su misura per sé. Si tratta, inoltre, di un’arte che risponde ad esigenze di sostenibilità, contrapponendosi alle logiche e agli sprechi del fast fashion.
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