
Per chi è di Frattamaggiore o semplicemente dell’Area Nord della provincia di Napoli, è quasi impossibile non conoscere Cantiere Giovani. Per tutti gli altri, c’è questo articolo pronto a farvi scoprire questo universo di opportunità. Non che sia così semplice, in realtà, spiegare in parole povere tutto quello che fa quotidianamente Cantiere Giovani. Questo perché, da quando Cantiere Giovani è nato, ormai più di vent’anni fa, la cooperativa ha fatto passi da gigante, ampliando non solo i propri spazi ma anche le proprie attività.
Ce ne ha parlato il coordinatore del centro Francesco Palmieri: «Cantiere nasce più di vent’anni fa, qua a Frattamaggiore, per contrastare l’abbandono scolastico, lavorando molto con il target minorile e molto per l’integrazione; le comunità straniere che vivevano sul territorio sono state supportate dal Cantiere Giovani e dalle attività che facevamo sul territorio che vent’anni fa, quando siamo nati, era una piccola officina».
Ora, invece, da più di un anno, il Cantiere ha come sede principale una vecchia scuola abbandonata, completamente riqualificata insieme ai ragazzi. E dico “sede principale” non a caso, poiché il cantiere si ramifica in tantissime altre zone: «Siamo presenti su Frattamaggiore, Frattaminore, Casandrino, Casoria, Cardito, Grumo Nevano e progettiamo di espanderci ancora».

L’area educativa è sicuramente una di quelle più importanti, con corsi gratuiti di supporto scolastico di ogni genere. Ma stiamo toccando solo la punta dell’iceberg: Cantiere si occupa di immigrazione, integrazione, fa scambi culturali tramite i programmi Erasmus, fa politica giovanile e potrei continuare per due pagine intere. Per cercare di riassumere simbolicamente la maggior parte di questi aspetti, il centro mi fa fare la conoscenza di Roman, ragazza arrivata dal Pakistan all’età di 7 anni, che ha visto in Cantiere Giovani un’ancora di salvezza in un mare di difficoltà: «Il primo mese non riuscivo a fare amicizia, a scuola mi dicevano di tornare dopo aver imparato l’italiano (eviterò, per pudore, di focalizzarmi su un sistema scolastico che anziché insegnare pretende che tu arrivi “già imparato”; NdR) se non fosse stato per Cantiere Giovani, dove ho imparato la lingua e conosciuto persone che mi hanno aiutato moltissimo, non so dirti come avrei fatto».
Oggi Roman fa la maestra di italiano nei corsi per bambini stranieri che vivono le stesse difficoltà che ha trovato lei inizialmente. La ciclicità del percorso, che da utente ti porta a diventare volontario o operatore, è una prassi molto comune di qualsiasi ragazzo metta piede all’interno del Cantiere, a riprova del senso di attaccamento che pervade l’intero ambiente. Ne è un esempio Vincenzo: «Mi sono avvicinato al Cantiere un anno fa perché era uno dei pochi spazi in cui poter studiare nelle vicinanze e anche per le attività musicali che organizzava; ora, da quattro mesi sono volontario del servizio civile, mi occupo della gestione degli eventi e dell’organizzazione dei tornei sportivi per i ragazzi».
Questo ciclo è dovuto soprattutto alla forte apertura che ha il cen-tro verso ogni singola voce degli iscritti, come un vero modello di partecipazione democratica. Tant’è che faccio la conoscenza di Domenico, un ragazzo con i genitori non udenti, che ha proposto e successivamente organizzato un corso per la lingua dei segni, che ha riscontrato anche molto successo: «Vedevo i miei genitori rinchiudersi nei circoli appositi di lingua dei segni, che però non sono molti. Quindi ho avuto l’idea di espandere il linguaggio alle persone della nostra zona».
Dagli spazi ricreativi per ragazzi, passando per aule studio e sale per l’organizzazione di eventi, fino ai corsi gratuiti di tutti i generi, viaggi internazionali a sfondo culturale e accoglienza per immigrati, Cantiere Giovani si pone seriamente come un micro-mondo a sé stante pieno di opportunità di cui ho affrontato solo una minima parte.Eppure, di tutte le cose che ho visto e senti-to, quella che mi ha attratto di più è stata la cosa che Francesco mi ha riassunto benissimo in una frase: «Spesso e volentieri, una delle affermazioni che torna spesso è “io vengo qua a far niente”. La cosa bella è che ci sia la possibilità di fare niente in un posto comune». In un mondo che viaggia a ritmi insostenibili, Cantiere Giovani ti dà l’opportunità di fare mille cose, ma anche quella di stare sereno, senza far niente, insieme.
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