
Il servizio di emergenza 118 in Campania continua a scontare una crisi d’organico senza precedenti. I dati, infatti, parlano chiaro: secondo i numeri diffusi dalle Asl, sull’intero territorio regionale si registra una carenza di ben 220 medici. Una cifra che desta non pochi campanelli d’allarme, e che si rivela ancor più preoccupante se si volge lo sguardo alla sola area napoletana: proprio qui, infatti, se ne contano ben 90. E soltanto nell’Asl Napoli 2 Nord si rileva uno scoperto di ben 70 medici su 12 postazioni territoriali, per complessive 126.000 ore annuali.
Numeri certamente allarmanti, che rappresentano soltanto la spia di un problema ben più ampio, che investe l’intero Stivale. È ormai noto, infatti, quanto una simile dinamica sia denunciata a più riprese su scala nazionale: il lavoro al quale sono sottoposti i professionisti si trova a convivere con turni pesanti, responsabilità elevate, stipendi che non sono affatto proporzionati e un crescente rischio di burnout. Eppure, le criticità non finiscono qui: persino i concorsi che vengono banditi oggi risultano semideserti, le soluzioni per arginare una simile problematica messe in campo da ciascuna Asl sono diverse tra loro, ma tutt’altro che risolutive.
Tra queste strategie individuate, si segnala quella ideata dal direttore dell’unità operativa complessa 118 dell’azienda sanitaria locale Luigi Langella, che all’inizio dell’estate ha portato all’attenzione del direttore generale Monica Vanni un progetto finalizzato a reclutare, nell’ambito di prestazioni aggiuntive, anestesisti, internisti e medici ospedalieri. È evidente dunque come, in un simile contesto, si stia puntando tutto sugli specializzandi in Anestesiologia, i quali, al termine dei corsi di formazione semestrali, saliranno sulle ambulanze per porre un freno a una simile dinamica. Alcuni di questi stanno per concludersi, e ciò vorrà dire che già tra settembre e ottobre i primi specializzandi potrebbero prendere posto sulle ambulanze e sulle auto mediche.
Ma torniamo al piano: il direttore Langella – il quale ha delle competenze specifiche sul territorio a nord di Napoli e sulle isole di Procida e Ischia – ha infatti proposto di offrire una paga per chiunque scelga di aderire al progetto – che è partito ad inizio luglio e durerà sino al 30 settembre – di circa 90 euro lordi per ciascuna ora di lavoro. Nel dettaglio, sono stati stanziati 354.000 euro per ciascuno dei tre mesi, per un totale di ben 1.062.000 euro. Al momento, ad aver aderito all’iniziativa sono state circa 40 persone, e sarà senz’altro rinnovata per il trimestre successivo. Inoltre, come sottolineato anche dall’Asl Napoli 2: “Sono previste anche forme contrattuali che vedono la partecipazione di medici convenzionati ai turni”.
Inoltre, stando a quanto dichiarato dalla stessa Asl, al fine di rimediare alla mancanza di medici per il servizio di Pronto Soccorso, si prevede di investire circa 12 milioni in un anno. Una cifra che, per quanto indispensabile per garantire i livelli minimi di assistenza, si rivela poco più di una toppa su un sistema che continua a scricchiolare. Senza, infatti, offrire dei concorsi attrattivi e una certa tempestività dei soccorsi, rimane una soluzione temporanea, che non potrà mai riformare dalle fondamenta l’intero sistema.
A tal proposito, non sono mancate le critiche da parte di Manuel Ruggiero – medico che ha lavorato a lungo sulle ambulanze, prima nell’Asl Napoli 1 e poi nell’Asl Napoli 2 – che qualche anno fa ha fondato l’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate“. Dure, infatti, sono state le sue parole: “Brucia constatare che si continui a tamponare l’emergenza con fondi spot milionari invece di garantire una pianta organica stabile. I cittadini campani e gli operatoti del 118 meritano una riforma strutturale, non toppe temporanee“.
D’altronde, la stessa associazione ha posto l’attenzione sulle gravi criticità che, nonostante il progetto estivo, si sono verificate per la copertura del 118 nell’Asl Napoli 2 nella notte a cavallo tra domenica 23 e lunedì 24 agosto. Allora, l’unica automedica con medico a bordo operativa, stando alle segnalazioni provenienti da fonti sindacali e interne “era situata a Qualiano – ha osservato l’associazione – nota internamente come Arzano Auto. Un uomo di 55 anni che abitava a Bacoli ed era in arresto cardiaco è stato soccorso da un’ambulanza che aveva a bordo solo l’infermiere. Ha dovuto attendere che l’auto con il medico a bordo raggiungesse Bacoli da Qualiano. Il paziente – Valentino Pietrangeli, lo storico giostraio della Villa Comunale del Comune flegreo – è purtroppo deceduto”.
Ad ogni modo, l’associazione ha inteso precisare che: “Nessuno può dire che sarebbe andata diversamente se ci fosse stata un’auto con il medico a bordo meno distante – ha precisato l’associazione – tuttavia il dato è che per prestare soccorso ad un uomo in codice rosso ed in pericolo di vita è stato necessario inviare a Bacoli un medico da Qualiano. I due Comuni distano in auto circa 20 chilometri”.
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