
Negli ultimi giorni la Francia ha organizzato un tavolo per un’alleanza nucleare energetica europea, con l’obiettivo di fronteggiare la crisi energetica e climatica con un mix nucleare – rinnovabili. Il tutto però senza l’Italia.
A Stoccolma si è tenuto un tavolo “informale” con 11 paesi europei per creare una cooperazione tra nazioni per lo sviluppo dell’energia nucleare. L’Incontro è stato lanciato dal governo francese e dalla ministra Agnes Pannier-Runacher, ed ha come obiettivo quello di creare una base industriale comune con lo scopo di produrre energia elettrica a basso costo, sicura e sostenibile. L’iniziativa ha ricevuto il supporto di diverse nazioni europee, tra cui la Germania, la Spagna e la Polonia.
L’Italia non si è unita all’alleanza. Il governo italiano ha infatti deciso di non partecipare all’iniziativa, affermando che la priorità del paese è quella di investire in fonti di energia rinnovabili come il solare e l’eolico. La scelta ha suscitato diverse reazioni tra gli esperti del settore energetico.
La ministra francese Agnes Pannier-Runacher ha come obiettivo quello di rafforzare gli investimenti nucleari in tutta Europa per fronteggiare la dipendenza del gas russo e la crisi climatica. Le ragioni sono principalmente due: il nucleare rientra tra gli investimenti della Commissione europea compatibili con la transizione ecologica; l’energia atomica assieme all’eolico sono tra le meno inquinanti in termini di CO2.
Parigi soddisfa gran parte del proprio fabbisogno energetico con le centrali nucleari, e vuole spingere anche altri paesi in una direzione “rinnovabile e nucleare”, come ha dichiarato la ministra a Stoccolma. Quando si parla di rafforzamento energetico nucleare la sicurezza è primaria e non facoltativa. Per questo all’evento cui hanno partecipato Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Finlandia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia, Spagna, Germania, era presente anche la commissaria europea dell’energia Kadri Simson.
Un summit europeo con un tema cruciale come l’indipendenza energetica dove però l’Italia manca. “Non è prevista la presenza di nessun rappresentante italiano a Stoccolma agli incontri che avranno per oggetto la tematica del nucleare“, queste sono le informazioni che provengo dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica. L’Italia è assente all’incontro europeo e tale scelta ha creato non poco scetticismo nella comunità energetica e scientifica, oltre che nelle relazioni nazionali europee. Il nostro paese deve iniziare seriamente a pensare ad una politica energetica forte e rinnovabile, ma al momento lo scetticismo verso il nucleare è ancora forte.
Alcuni paesi come la Francia, USA, Russia e Cina, già da 50 anni adottano l’energia atomica per l’indipendenza energetica. Altri, invece, come la Germania la stanno abbandonando, talvolta però usando centrali a carbone, creando così veri e propri paradossi per la riduzione della CO2.
L’energia atomica spaventa molte nazioni e popoli, anche lecitamente. Le immagini del disastro di Černobyl del 1986 sono ancora vive nelle memoria di molti, tuttavia vale la pena discuterne nei tavoli internazionali, anche per la sola presenza diplomatica ed istituzionale. La IAEA, agenzia internazionale dell’energia atomica, afferma che è priorità assoluta decarbonizzare il nostro pianeta e solo un mix energetico di nucleare e rinnovabile potrà salvarci da disastri climatici.
Anche se non si è favorevoli a questo tipo di energia non si può negare il suo fattore decisamente positivo contro la CO2. Perché, dunque, non sedersi nemmeno ai tavoli europei per discuterne dei pro e dei contro?
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