
Si torna a parlare di allerta terrorismo anche in Italia dopo gli ultimi eventi riguardanti il conflitto Israelo-Palestinese ed i recenti attentati in Francia ed a Bruxelles. Ma quanto è reale e prudente parlare di allerta terrorismo in Italia? Il terrore generale che si è diffuso, non è passato inosservato nel territorio UE. Alcuni Paesi Europei, tra cui anche l’Italia, hanno optato per la sospensione del trattato “Schengen“. Quest’ultimo, firmato nel 1985, prevede il movimento di persone, merci e servizi all’interno di 23 paesi membri UE più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.
Data la criticità della situazione in Medio Oriente, per quanto concerne Palestina ed Israele, e dato il crescente flusso migratorio lungo la rotta balcanica, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ritenuto necessario l’intervento di alcune misure preventive. Il Governo Meloni ha riattivato i controlli alla frontiera con la Slovenia, rifacendosi alla procedure di emergenza del trattato di Schengen (art. 28), misura che sarà temporanea e proporzionata secondo le parole del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Un altro intervento in Italia è stato attuato dal Capo della Polizia, Vincenzo Pisani, che ha incrementato le attività di sorveglianza e monitoraggio. Tra i luoghi in cui la sicurezza è stata rafforzata, troviamo ad esempio l’ambasciata israeliana in Italia, alcuni quartieri ebraici e centri culturali. Infatti Roma è sicuramente il punto che racchiude più obiettivi sensibili, a seguire c’è poi la città di Milano. Nonostante il potenziamento della presenza dell’esercito ed i vari provvedimenti, l’allerta terrorismo rimane relativa al momento, limitandosi ad attività di sorveglianza.
Nel suo significato letterale per terrorismo si intende ogni metodo di governo fondato sul terrore, una lotta politica basata su violenze indiscriminate e destabilizzanti. In Italia, ad oggi, si parla ancora molto di allerta terrorismo, ma nella nostra storia, quand’è che veramente abbiamo dovuto aver paura? Dalla fine della Guerra Fredda, il sistema internazionale multipolare ha presentato nuove sfide in ambito strategico e politico. Per quanto riguarda l’Italia infatti, si sono sempre manifestate perlopiù forme di terrorismo politico. A questo però, negli anni, si è affiancato un altro tipo di terrorismo legato alla criminalità organizzata di matrice mafiosa e camorristica ad esempio. Basti pensare ad organizzazioni come Cosa Nostra, Camorra e ‘Ndrangheta.
Tutti ricordiamo sicuramente uno dei periodi più bui della storia italiana che è quello degli “Anni di Piombo“. Il 12 dicembre 1969 , precisamente nella sede Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana a Milano, scoppia una bomba di elevata potenza. Questo evento annuncerà l’allarme terroristico in Italia, dando vita ad un decennio di violenza e terrore. A contrapporsi ai gruppi di estrema destra, vi erano poi organizzazioni terroristiche di estrema sinistra come quella delle Brigate Rosse, responsabili di azioni violente e figlie del terrorismo nei confronti di chiunque ritenessero rappresentante del potere politico, economico e sociale.
Altri eventi di terrorismo, non legati alla politica, riguardano ad esempio le macchie di Cosa Nostra legate all’uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per non parlare di tutti i metodi terroristici con i quali la criminalità organizzata ha sempre cercato di inserirsi nella politica. Per quanto invece concerne il terrorismo religioso in Italia, le forze dell’ordine dal 2002 ad oggi, hanno sventato alcuni attacchi con azioni preventive di espulsione di soggetti pericolosi.
Rispondendo definitivamente alla domanda, c’è un allarme terrorismo in Italia? La risposta è molto relativa, non vi è una vera e propria allerta terroristica, ma vi sono comunque alcune minacce da tenere sotto controllo. Secondo la Relazione Annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2022, vi sono alcuni fattori di rischio, esogeni ed endogeni, legati all’estremismo sunnita. Segnali dal fronte siro-iracheno, confermano attività sul campo ed online di alcuni “foreign fighters”, rimasti su posizioni irriducibili.
Il lavoro dell’Intelligence è costante, i rimpatri eseguiti nel 2022 sono stati 79, tra cui l’espulsione di un marocchino al quale è stata revocata la cittadinanza italiana. Si tratta del primo caso di applicazione della normativa del 2018, che prevede il ritiro della cittadinanza in via definitiva per terrorismo. Di conseguenza è sicuramente giusto informarsi su possibili allerte terroristiche in Italia, ma è ancor più giusto lasciar lavorare gli esperti e non creare inutili allarmismi.
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