
Continuano ad arrivare condanne per l’Italia da parte della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo per la pessima gestione del fenomeno migratorio. Dopo l’ultima sentenza, la quale risale al 31 agosto 2023, il 23 novembre la CEDU ha condannato nuovamente l’Italia per detenzione illegale di minori stranieri nell’hotspot di Taranto.
La detenzione illegale di minori stranieri non è l’unico crimine – l’ennesimo – commesso dall’Italia. Ad esso infatti si aggiungono i trattamenti disumani e degradanti nell’accoglienza (art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo) e non aver nominato un tutore per i minori stranieri (art. 13). Allestito in un parcheggio isolato dal resto della città e inadatto a ospitare un numero così alto di minorenni, l’hotspot di Taranto ospita 1400 migranti, nonostante la sua capienza sia di soli 400 posti. Di questi, 185 sono minorenni non accompagnati.
Si tratta della quinta condanna ai danni dell’Italia da parte della CEDU: Khlaifia and Others v. Italy, (15 dicembre 2016,) Darboe and Camara v. Italy (21 luglio 2022), J.A. and Others v. Italy (30 giugno 2023), M.A. vs. Italy (31 agosto 2023). Tra condizioni igieniche al limite e trattamenti disumani, la situazione non è destinata a migliorare: con la conversione in legge del Decreto Cutro 2, infatti, i minori non accompagnati al di sotto dei 16 anni potranno essere trattenuti negli hotspot, assieme agli adulti, fino a cinque mesi. Tutto ciò va contro le direttive europee in materia di accoglienza. Stando a queste ultime, i minori dovrebbero essere accolti e ospitati in un ambiente protetto, cercando di limitare il più possibile la condivisione degli spazi con degli adulti sconosciuti.
Non basterà un risarcimento da parte del Governo italiano: è fondamentale un cambiamento strutturale che nessun governo, indipendentemente da stemmi e colori, è riuscito ad apportare. E se l’hanno fatto, è stato soltanto in peggio.
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