
Da Napoli-Cagliari a Sassuolo-Napoli. Tre mesi esatti dal termine del campionato scorso, che ha incoronato il club azzurro come campione d’Italia, all’inizio di questa nuova avventura. Tre mesi dall’istante in cui – ore 22:48 del 23 maggio 2025 – il tempo ha cessato per degli attimi di scorrere con il suo ritmo naturale. Dal Maradona a Piazza del Plebiscito, dal murales di Diego a Piazza Trieste e Trento, da Napoli a tutti i comuni limitrofi e non solo: il tempo ha seguito il ritmo del cuore, dei cuori. Quelli che battendo all’unisono festeggiavano un traguardo, ambito ma custodito segretamente. Tre mesi da quel momento in cui hanno cominciato a dialogare gli occhi, con sguardi intensi ed emozioni vive a riempirli. Tre mesi dal sogno, prima immaginato e poi realizzato.
Ma tre mesi anche di ritiri, di mercato, di cessioni e di nuovi arrivi. Mesi per costruire, programmare, definire e prepararsi ad iniziare un percorso, spingendo sempre sugli stessi ingredienti: lavoro, unione, compattezza, dedizione ed impegno. Dettami da cui si riparte con forza, ma con un simbolo, di orgoglio, ad aggiungere un tassello. Verde, bianco e rosso al centro del petto, ad adornare le maglie che accompagneranno gli azzurri in questa stagione. Un simbolo a cui guardare, per alzare la testa, ma anche da cui partire per continuare a lavorare.
Mesi inevitabilmente anche di mercato, di addii e di benvenuti. Una sessione estiva di calciomercato massiccia, condotta dal direttore sportivo Giovanni Manna, che ha consentito a mister Conte di poter lavorare fin da Dimaro con una rosa strutturata. Lavoro fisico, atletico, ma anche tattico, con l’obiettivo di disporre al meglio sulla scacchiera ogni pezzo: esaltando la forma, le qualità e le caratteristiche di ogni interprete. Un Napoli che, con gli innesti arrivati, si presenta ai nastri di partenza di questa stagione con più di una soluzione tattica: 4-4-2, facendo coesistere tutti e quattro i centrocampisti, e 4-3-3 con tridenti variabili, anche nell’uso della punta – naturale o falso nueve.
Un centrocampo potenziato dall’arrivo di un fuoriclasse come Kevin De Bruyne, che con tecnica, qualità e visione di campo, si è già presentato alla Serie A, giocando per 90 minuti e siglando anche il suo primo gol in azzurro. Umiltà e lavoro al servizio di mister Conte, che affidandogli una maglia da titolare alla prima di campionato, dispone insieme i Fab Four (De Bruyne, McTominay, Anguissa e Lobotka) e trova i primi 3 punti del suo cammino.
E nel segno del suo condottiero e del duro lavoro riparte la stagione della SSC Napoli. Da Politano che serve per McTominay, come poeticamente è stato in quel Napoli-Cagliari, e dal calcio piazzato di KDB. Ma soprattutto riparte dall’uomo che lo scorso anno raccolse i pezzi, trasformando una difesa da 48 gol subiti nella difesa migliore d’Europa.
«Armiamoci, perché ci sarà da combattere». Antonio Conte non colloca il Napoli tra i favoriti, è ben consapevole delle difficoltà di questa Serie A. Antonio Conte insiste sui suoi concetti: testa bassa e pedalare, ogni giorno a Castel Volturno, ogni domenica al Maradona o in trasferta. E se l’anno scorso si è lavorato, quest’anno, tra Champions League, Coppa Italia e Supercoppa, indubbiamente “Amma Faticà Cchiu Assaje”. E Antonio Conte, questo lo sa bene.
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