
CASTEL VOLTURNO – In un Paese normale basterebbe il filmato del Consiglio Comunale di Castel Volturno del 27/06/2022 per scatenare un’ondata di indignazione, dimissioni e denunce all’interno di maggioranza e opposizione. Purtroppo, però, qui tutto tace. Il problema non è solo l’incapacità dell’amministrazione Petrella di formare una maggioranza solida e una giunta completa, a questa si aggiunge il ruolo di Mimmo Giancotti e del suo ruolo da “burattinaio” della maggioranza.
Nel video dell’ultimo Consiglio Comunale, infatti, si vede il sig. Giancotti costantemente presente al tavolo del sindaco, discutendo con assessori e consiglieri, guardando documenti e riunendosi al tavolo del sindaco con tanti componenti della maggioranza. Addirittura lo si vede passeggiare dinanzi al sindaco, guardando la platea davanti a lui.

Partendo dal presupposto che il sig. Giancotti non ha ricevuto alcuna condanna definitva, continua ad emergere un enorme questione morale per un personaggio presente in diverse idagini antimafia; di cui hanno parlato boss eccellenti come Luigi Guida e che è stato Assessore all’ambiente durante l’amministrazione di Antonio Scalzone, poi sciolta per inflitrazioni camorristiche.
Ebbene, i referenti regionali della Lega Gianpiero Zinzi e Valentino Grant hanno ribadito: «Giancotti non fa parte della Lega!». Il partito di Salvini, quindi, imbarazzato dall’accostamento politico di tale Giancotti alle fila del partito, prende pubblicamente le distanze. Anzi, lo stesso Gianpiero Zinzi ha etichettato Giancotti come “un problema da segnalare ai vertici del partito“.
Dato che la sua figura è onnipresente, tanto da apparire costantemente coinvolto tra sindaco e assessori in un Consiglio Comunale, occorre conoscere a quale volontà risponde e per conto di quali interessi agisce.
Il sig. Giancotti proceda pure alla querela per diffamazione se ritiene diffamanti tali quesiti. Dal nostro canto risulta necessario conoscere il motivo di una così assidua presenza all’interno della gestione PUBBLICA di un ex politico scaricato dal suo partito di riferimento e menzionato in diverse indagini antimafia. Tra queste rientrano le dichiarazioni del capozona di Castel Volturno per conto del Clan dei casalesi, Luigi Guida, che ha definito Giancotti “uomo di fiducia” del clan. Non è nostro compito sentenziare sulla veridicità di tali informazioni, ma è ruolo della stampa far emergere una questione morale sulla gestione politica della cosa pubblica nelle mani di personaggi che hanno rappresentato il peggior volto della politica locale.
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