
Qualcuno sostiene che la nuova guida tecnica dei partenopei sia solo figlia del caos, impensabile e imprevedibile dopo tutte le certezze del terzo scudetto. Qualcun altro, invece, sostiene che con lui in panchina il Napoli sia in cerca delle proprie radici. Quello che conta, in realtà, è salvare una stagione sciagurata: la peggiore dal 2008 in poi. Ma l’attuale traghettatore azzurro, CT della Slovacchia e ombra perenne di Sarri e Spalletti, da primo allenatore ha guidato solo Castiglionese e Torrita, nel biennio 2004-2006. Con lui il Napoli sembra aver ritrovato parzialmente fiducia e smalto nelle ultime prestazioni. Resta tuttavia l’eliminazione in coppa da parte del Barcellona e un posto in Europa da rincorrere con molta forza. Quest’anno, quindi, i tifosi partenopei, che speravano di poter festeggiare un bis scudetto, si ritrovano a dover fare i conti con una lotta Champions più che mai difficile e serrata. Pertanto, per i tifosi azzurri e, in generale, per gli appassionati di calcio che volessero puntare sui Campioni d’Italia in carica per il quarto posto, è consigliabile l’utilizzo di alcuni bonus scommesse ad hoc messi a disposizione dai diversi operatori del settore che elaborano le quote sulla lotta per le posizioni europee.
Posizioni europee che quest’anno, grazie al ranking delle italiane in coppa, sembrano destinate ad aumentare fino a diventare sette, con il quinto posto che consente l’accesso in Champions. È questo il vero obiettivo di Francesco Calzona, che nell’ultimo, disperato tentativo di invertire la rotta, tenterà di ricostruire una piccola parte della macchina perfetta firmata Luciano Spalletti. Una macchina progettata con attenzione maniacale che nessuno dei successori ha saputo sfruttare a dovere.
Calzona diventa il nuovo tecnico del Napoli dopo anni di parziale anonimato dietro le quinte di Castel Volturno e dopo gli esoneri di Garcia e Mazzarri. Il primo, incompreso dal primo giorno della presentazione. Il secondo piombato in un calcio quasi incomprensibile per lui dopo anni di inattività. Garcia profetizzava un gioco poco meccanico e calcolato, affidandosi, soprattutto dalla tre quarti in su, all’estro del pacchetto offensivo. Senza scendere troppo in tecnicismi, il calcio dell’ex Marsiglia è semplicemente naufragato senza appelli. Svanita la possibilità Tudor, è tornato Walter Mazzarri: “un amico di famiglia”, secondo ADL. A tratti confuso e distratto, Mazzarri ha provato a invertire la rotta ripristinando parzialmente l’impianto tattico di Spalletti che ha portato allo scudetto, ma ogni suo tentativo è parso vano. Estremamente difensivista con le grandi e quasi inoffensivo con le piccole, Walter ha progressivamente peggiorato l’efficacia offensiva in termini di expected goals, tiri tentati e gol realizzati. I tarli di Osimhen e Zielinski in partenza, il calciomercato imperfetto e il caos tattico hanno fugato tutti i dubbi di De Laurentiis. Calzona era la scelta più rapida e indolore. Esonerato da ulteriori responsabilità qualora le cose volgessero al peggio.
Ma adesso cos’è Napoli di Calzona? E cos’è cambiato realmente con lui in panchina? Una cosa è certa, il suo esordio e il suo rendimento sono stati migliori dell’operato di Garcia e Mazzarri: nove punti nelle prime cinque di campionato. Modulo preferito: il 4-3-3, lo stesso adottato con la Slovacchia. Lo stesso di Spalletti, un modulo che Calzona punta a riportare in auge ben conoscendo bene l’operato del suo predecessore nella stagione che ha coronato gli azzurri di tricolore. Nel complesso, la sensazione è che il lavoro di Garcia e Mazzarri sia stato definitivamente accantonato, pur senza snaturare la rosa. Il Napoli di Calzona punta sicuramente al pragmatismo: basta sperimentazioni, novità e varianti tattiche. Parola d’ordine: riportare entusiasmo e determinazione nel collettivo. Occorre poi più compattezza e meno ampiezza da coprire in un momento in cui anche la tenuta fisica non è il massimo. Reparti corti, palla a terra, fraseggio e copertura degli spazi. La profondità necessaria per guadagnare campo sarà da trovare attraverso le geometrie. Calzona potrà sicuramente puntare sugli innesti di gennaio come Traorè o Ngonge, che almeno finora hanno parzialmente rivitalizzato il rendimento del collettivo.
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