
La conclusione dei lavori alla stazione Bayard si fa ancora attendere. La prima stazione d’Italia, di altissimo valore storico, testimonia un primato del Sud del paese, da sempre etichettato come tardivo, lento a progredire, eppure capace di dimostrarsi all’avanguardia. Valorizzare questi beni significa anche ricordare e riconoscere i meriti e le capacità del territorio, troppo spesso sottostimate.
La Bayard è la stazione ferroviaria più antica d’Italia. Fu inaugurata il 3 ottobre 1839 sotto il Regno delle Due Sicilie, in onore del re Ferdinando II. Il percorso inaugurale collegava Napoli al Granatello di Portici. La ferrovia, sin da subito, fu frequentata da moltissimi viaggiatori che provenivano, soprattutto, dal Porto del Granatello. Il declassamento della stazione cominciò nel 1866, quando divenne un deposito e i traffici ferroviari furono concentrati nell’attuale Stazione Centrale.
Nel 1905, la ferrovia fu statalizzata, divenendo di proprietà di Ferrovie dello Stato. Nel tempo ha subito diversi danni, a causa sia dell’esplosione della Caterina Costa nel 1943, sia del terremoto dell’Irpinia del 1980. Intanto, nel 1978, la ferrovia e le aree adiacenti erano state consegnate al Comune di Napoli in vista di un acquisto, perfezionato soltanto nel 2023 per quelle zone su cui il Comune aveva già costruito. La stazione, invece, è tornata nelle mani di Ferrovie dello Stato, dopo decenni di totale abbandono.
I lavori di messa in sicurezza della stazione risultano cominciati nell’aprile 2024, a seguito di un protocollo di intesa siglato nel dicembre 2023, tra il Comune di Napoli e FS Sistemi Urbani, società del Gruppo FS Italiane impegnata nella valorizzazione delle aree non più funzionali all’uso ferroviario. Il protocollo prevedeva un riassetto delle proprietà della storica stazione Bayard e il suo inserimento nel sistema museale legato al Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa.
Tuttavia, nonostante l’arricchimento che questo sito storico apporterebbe al complesso museale, la realizzazione di quest’obiettivo appare ancora lontana. Un monumento che dovrebbe essere motivo di orgoglio per la città di Napoli, attende ancora di essere pienamente valorizzato.
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