
Un fronte ampio e articolato di associazioni, comitati e realtà sociali cittadine aveva chiesto con forza il ritiro dell’Avviso pubblico emanato dalla Commissione straordinaria del Comune di Caserta per l’affidamento della gestione di circa cento aree verdi, tra ville, piazze, aiuole e fioriere presenti sul territorio comunale. Oggi quella richiesta ha trovato risposta: il Comune di Caserta ha ufficialmente annullato l’Avviso pubblico.
A darne notizia è il Comitato Villa Giaquinto, che parla di “un grande risultato per i beni comuni e per la città”, sottolineando come l’annullamento rappresenti una vittoria della cittadinanza attiva e del confronto democratico. Il provvedimento è consultabile sull’Albo Pretorio del Comune di Caserta.

Il documento critico, sottoscritto tra gli altri da Comitato Città Viva, CSA ex Canapificio, ARCI Caserta, CGIL Caserta, ANPI provinciale, Legambiente Caserta, LIPU Caserta e Comitato per Villa Giaquinto, aveva espresso forte preoccupazione per un atto che rischiava di compromettere oltre dieci anni di esperienze di cittadinanza attiva e amministrazione condivisa dei beni comuni.
L’Avviso annullato prevedeva l’affidamento della cura del verde per attività di manutenzione ordinaria, pulizia, sfalcio e potature. Tuttavia, nell’elenco delle aree figuravano numerosi spazi già gestiti da associazioni e cittadini attraverso Patti di collaborazione attivi o in fase di rinnovo, come Villa Giaquinto, la Villetta di via Arno, la Villa Santa Maria delle Beatitudini al Parco degli Aranci, Piazza Pitesti e diverse aree nei quartieri Tescione, Briano e Rione Vanvitelli.
Non solo: tra i beni inseriti comparivano anche aree non nella disponibilità del Comune, come la Villa di San Clemente, di proprietà dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, spazi appartenenti ad ACER e villette dichiarate inagibili. Ulteriore elemento di criticità era rappresentato dalla richiesta di una cauzione o fideiussione pari a 20 euro al metro quadro, giudicata insostenibile per associazioni di volontariato e realtà di cittadinanza attiva.
Secondo i firmatari, l’Avviso, pur dichiarando l’obiettivo di favorire la partecipazione civica, finiva per ignorare il Regolamento comunale sui beni comuni e per penalizzare proprio quei soggetti che avevano sottratto spazi all’abbandono, trasformandoli in luoghi di aggregazione sociale, culturale e ambientale.
La decisione della Commissione straordinaria viene ora accolta con soddisfazione. “Ringraziamo i commissari e sottolineiamo l’importanza di istituzioni pubbliche che sanno ascoltare le associazioni e la città”, afferma il Comitato Villa Giaquinto.
Ma la mobilitazione non si ferma qui: le associazioni rilanciano le richieste già avanzate: l’apertura immediata di un tavolo di confronto per l’istituzione della Consulta cittadina del verde pubblico, l’approvazione e il rinnovo dei Patti di collaborazione pendenti, il completamento dei lavori avviati in alcune aree e l’applicazione concreta del Regolamento sui beni comuni, anche attraverso la creazione di un ufficio comunale dedicato.
In una città sciolta per infiltrazioni camorristiche, ribadiscono le realtà firmatarie, i beni comuni rappresentano una vera palestra di democrazia, trasparenza e partecipazione, oltre a un presidio sociale contro il radicamento della criminalità organizzata. L’annullamento dell’Avviso segna un punto fermo importante; ora la sfida è trasformarlo in un nuovo inizio condiviso per il futuro del verde pubblico a Caserta.
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