
La Corte Suprema di Giustizia di Buenos Aires ha confermato in via definitiva la condanna per alcuni preti accusati di pedofilia. Si tratta dello scandalo dei collegi dell’istituto Provolo, scuola nata per l’educazione dei ragazzi sordi.
La Corte Suprema di Buenos Aires ha condannato in via definitiva per pedofilia i primi tre preti convolti nello scandalo dell’istituto Provolo, che ha sede centrale a Verona. La condanna arriva dopo anni di indagini che fanno luce su uno degli scandali più atroci della Chiesa cattolica argentina. I preti dovranno scontare tra i 18 ai 45 anni di reclusione, ma tra i condannati manca il sacerdote Eliseo Pirmati. Il prete è destinatario dal 2019 di un ordine di carcerazione con formale richiesta di estradizione da parte della polizia argentina. In Argentina le indagini sono iniziate nel 2015 quando si è scoperto che uno dei sacerdoti denunciati a Verona era diventato direttore del collegio della provincia di Mendoza. L’indagine si è poi allargata al centro di La Plata.
Il processo ha riguardato i fatti avvenuti tra il 2005 e il 2016 ai danni di undici bambini disabili. La stragrande maggioranza delle vittime proveniva da famiglie povere che, secondo l’Istituto, potevano riscattarsi tramite mirati interventi educativi. I giudici hanno sottolineato come i vertici dell’istituto italo-argentino invece di punire i preti si limitavano a trasferirli in altre sedi. I trasferimenti indirizzavano questi preti accusati di pedofilia in altre scuole per minorenni disabili. Tramite questo meccanismo contagioso le violenze sono continuate su decine di bambini per anni. I magistrati hanno specificato che “i bambini venivano ridotti in schiavitù a partire dagli otto anni venivano sfruttati per lavori pesanti. Stremati dalla fatica, di notte venivano violentati da sacerdoti, insegnanti o guardiani che s’infilavano nei loro letti”. I minori, si legge, perdevano coscienza. Le condanne sono state: 45 anni di reclusione al prete argentino Horacio Hugo Corbacho Blank, ex direttore di Mendoza; 42 al suo vice, il sacerdote italiano Nicola Bruno Corradi Soliman, 18 anni ad Armando Ramón Gómez Bravo, un dipendente dell’istituto religioso.
All’arresto è sfuggito Eliso Pirmati che nel 2017 è scappato dall’Argentina per poi rifugiarsi nella sede del Provolo a Verona. Il prete latitante è stato firmato in seguito da L’Espresso che ha raccontato i fatti in Italia e ha evitato il processo grazie alle nostre norme in materia di prescrizione. In quell’anno Papa Francesco ha commissariato l’istituto Provolo prendendo una forte posizione contro la pedofilia che caratterizza la Chiesa cattolica nonostante il vescovo Zenti, tra gli ultra-integralista, abbia respinto tutte le accuse minacciando, all’epoca, querele per diffamazione e calunnia. Questi atti di pedofilia, commessi nella “la casita de Dios”, dove i bambini senza famiglia restavano a dormire, segnano una delle pagine più buie dell’Istituzione Chiesa cattolica che deve fare i conti con alibi fittizi, suore “torturatrici”, preti pedofili e con la propria coscienza.
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