
Immaginate Caserta negli anni Settanta: nasce Radio Luna, grazie a tre appassionati – Gianfranco Maggiò, Romano Piccolo e soprattutto Pino Marino, l’anima della radio. Il Professore Giuseppe Landolfi, radioamatore e collaboratore della radio, racconta ai microfoni di Informare che sulla frequenza 92.5 FM la voce di Radio Luna riempiva le case con musica, notizie locali e le emozionanti radiocronache della magica Juve Caserta, anche quando giocava lontano, grazie allo scambio tra radio locali.
C’era un fascino unico: i programmi si montavano tagliando e incollando i nastri, la voce contava più dell’immagine. C’era addirittura Ilona Staller, conosciuta meglio come Cicciolina, famosa pornodiva, che intratteneva di notte con la sua voce erotica creando atmosfere indimenticabili. La trasmissione si chiamava “Voulez-vous coucher avec moi?”. Radio Luna, collegata a un circuito nazionale, sembrava quasi in diretta ovunque. Radio Luna lanciò la carriera di talenti come Foxy John e Carlo De Blasio, destinati alla Rai. Fino al 1995 rimase un punto di riferimento: oggi la radio è immagine e social, allora era pura magia della voce e dell’immaginazione.
di Gianrenzo Orbassano
Vivo fuori regione da un po’ e forse pensare che, al di fuori della Campania, debbano conoscere Casertavecchia è un po’ pretenzioso; che il Castello di Roccamonfina forse non è presente solo in un libro di storia dell’arte. Però Caserta e provincia non possono essere ridotte alla sola Reggia di Caserta o all’ultima pizzeria aperta in città. Nell’enorme lista dei difetti, che siamo bravissimi a elencare quando parliamo con qualcuno, non riusciamo a dire mai niente oltre la Reggia. Che città presentiamo a chi magari vorrebbe visitarci? Voi vorreste conoscere una persona di cui vi hanno parlato solo male? I primi promotori della provincia dovremmo essere noi, che non vuol dire non criticare, ma saper valorizzare.
di Marco Ciotti
Nel cuore di Santa Maria Capua Vetere, vicino ai binari della stazione, tre splendidi ragazzi che si chiamano Chiara, Daria e Luca, hanno letteralmente costruito una realtà che sfugge alle etichette rigide del teatro istituzionale: Henna Teatro e Arte. Più che un semplice spazio scenico, è un laboratorio vivo dove l’arte si mescola alla formazione e alla ricerca. Qui il teatro off diventa palestra quotidiana. Henna funziona come un piccolo ecosistema creativo. Accanto alla didattica, promuove rassegne teatrali ed esposizioni che intrecciano artisti emergenti e professionisti, favorendo contaminazioni e nuove narrazioni. Sono attivi corsi accessibili a tutte le età e livelli, dalla recitazione alle arti figurative. Ci sono eventi musicali, poetry slam, presentazioni di libri e proiezioni.
L’obiettivo è chiaro: far emergere attitudini personali e creare comunità attraverso il linguaggio artistico. In un panorama spesso dominato da circuiti ufficiali, questo spazio indipendente sceglie una direzione diversa: meno palcoscenico “vetrina”, più officina culturale. Un luogo dove l’arte non è solo spettacolo, ma pratica quotidiana, confronto e, soprattutto, possibilità. Tutto questo è fatto di sacrificio e passione, quasi mai ricompensati da una provincia che ancora fatica a sposare il concetto che la cultura potrebbe essere il vero motore di questo territorio.
di Gianmario Ricciardi
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