
La città di Caserta è da anni sotto accusa: non c’è mai niente da fare, specie per i giovani. In parte è vero. Oltre ad una movida limitata e a qualche attività sporadica, non si può dire che sia un centro incredibilmente stimolante. Ma siamo sicuri di indagare nel modo giusto? Perché, in realtà, qualcosa di interessante e positivo c’è, se si ha voglia di scavare più a fondo. Un esempio che vale la pena di raccontare è sicuramente quello di Artland, uno spazio di creatività libero dai tanti schemi della nostra epoca. Davanti a un quadro, impreciso ma personale, e a qualcosa da bere in amicizia, chi direbbe di no?
«Il progetto Artland è nato praticamente per caso. Il nostro primo evento è stato un laboratorio artistico per bambini. È andato sorprendentemente bene e per un po’ ci siamo dedicati proprio ai più piccoli. Poi ci siamo chiesti: e se estendessimo questo format a chiunque abbia voglia di vivere un momento creativo senza pressioni? Da lì Artland ha iniziato a prendere la forma che ha oggi», racconta uno dei fondatori.
Il team di Artland è composto da pochi membri: Pasquale Salemme, laureato in culture digitali e della comunicazione, si occupa dell’organizzazione a 360 gradi, dalla progettazione alla comunicazione e al post–evento. Erika Salemme e Martina Tartaglione, entrambe appassionate d’arte, hanno il controllo delle attività creative, del rapporto con i partecipanti e dell’atmosfera che si crea durante gli eventi. Insomma, è questo il caso di un’attività tirata su e gestita da ragazzi giovanissimi e volenterosi. Ma mettersi in proprio a questa età comporta anche dei lati negativi: «La giovane età è stata di certo un vantaggio, perché ci ha dato il giusto entusiasmo per metterci in gioco e il coraggio di accettare il rischio, portando idee fuori dagli schemi in una quotidianità fin troppo monotona. Allo stesso tempo, però, non tutti ci hanno presi sul serio fin da subito: molti pensavano che, solo perché “troppo giovani”, non saremmo stati in grado di gestire un progetto così complesso».

Gli eventi di Artland nascono con la volontà di creare spazi più familiari che di performance: «L’obiettivo è creare un luogo in cui regna la libertà di esprimersi. Puntiamo a un’atmosfera rilassante e senza giudizio, un posto dove puoi creare senza pressioni e senza la sensazione di dover dimostrare qualcosa a qualcuno. Ciò che più ci emoziona è vedere quanto i nostri clienti si sentano a casa. Ricordiamo con affetto un episodio in particolare: durante un nostro evento, un ragazzo si è avvicinato alla ragazza che lo accompagnava e, con il disegno che aveva appena terminato, le ha chiesto di diventare la sua fidanzata. È stato un momento spontaneo, dolce, che ha coinvolto tutti. È lì che abbiamo realizzato che stavamo creando qualcosa di sentito» dicono i fondatori.
Il lavoro dietro ogni appuntamento, però, è tutt’altro che semplice: «La parte più impegnativa – spiegano – è proprio quella che il pubblico non immagina: la gestione degli spazi, la sicurezza, il coordinamento con i fornitori, la scelta dei materiali, le tempistiche, gli eventi annullati, i costi imprevisti e le incertezze. Ogni evento richiede settimane di organizzazione e tanta attenzione dietro le quinte. È un lavoro continuo, fatto di piccole decisioni e aggiustamenti che il pubblico non vede, ma che sono fondamentali per far funzionare tutto con naturalezza. Fermarci no, anche perché siamo solo all’inizio, però ci sono stati momenti difficili. Nonostante questo, ogni volta è stata la risposta delle persone a farci andare avanti. Un messaggio, un ringraziamento, l’esperienza positiva durante un nostro evento: sono queste le cose che ci ricordano perché lo facciamo».
Guardando al futuro, i ragazzi immaginano un Artland in grande, immerso nella natura, con musica dal vivo e tempi più dilatati, all’insegna del relax e della compagnia. Aggiungono: «Se ci legge qualche ragazzo che sogna di aprire un’attività propria, ci teniamo a dirgli di iniziare, senza aspettare il momento perfetto, perché non arriverà mai. Studiare, osservare, chiedere consigli, ma poi fare il salto. E, soprattutto, di non avere paura di sbagliare. Gli errori fanno parte del percorso tanto quanto i successi».
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...