
Dei 98 stanziati complessivamente dalla regione Campania, 20.3 milioni sono stati assegnati all’Asl di Caserta per l’avvio della riforma dell’assistenza di prossimità. Caserta è la seconda provincia a cui sono stati destinati più fondi per il reclutamento di nuovo personale sanitario per Case e Ospedali di comunità. Precede Napoli (12.6 milioni per l’Asl Napoli 1, 16.4 milioni per l’Asl Napoli 2 e 19.1 per l’Asl Napoli 3).
Il direttore generale dell’Asl di Caserta Antonio Limone aveva riscontrato in passato una discrepanza del 15-20% tra le esigenze reali della provincia di Caserta e i fondi effettivamente ricevuti. I nuovi finanziamenti consentiranno di avere la forza lavoro necessaria per il funzionamento a pieno regime di Case e Ospedali di prossimità. Si tratta di mettere in atto strategie precise sul medio periodo. In tal senso l’obiettivo dichiarato dal direttore è quello di consentire entro il 2029 ai malati cronici di rivolgersi esclusivamente all’assistenza di prossimità, evitando il sovraffollamento di ospedali e pronto soccorsi. Il segreto, secondo Limone, starebbe nella qualità della spesa. Ogni singolo euro pubblico sarà investito per la creazione di servizi reali e tangibili, rendendo le strutture per l’assistenza di prossimità il centro pulsante della sanità casertana.
Un obiettivo del genere richiede un piano infrastrutturale di livello: 25 Case di Comunità e 8 Ospedali di Comunità distribuiti sul territorio. Di conseguenza, come evidenziato anche dalla direttrice amministrativa dell’Asl Genoveffa Vitale, per il corretto andamento del piano ci sarà bisogno di nuovo personale: la previsione indica 700 nuove unità nel ruolo sanitario, 400 operatori socio-sanitari e circa 180-190 addetti all’area tecnica-amministrativa.
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