
Un brutale attentato si è consumato nella serata di ieri in un teatro di Mosca, il Crocus City Hall. Quattro o cinque attentatori, un vero e proprio commando organizzato, ha aperto a sangue freddo il fuoco contro i presenti, che aspettavano l’esibizione di un gruppo rock. Il bilancio è ancora instabile e in costante crescita, ma al momento si parla di circa 140 morti e 145 feriti. Scongiurato al momento il coinvolgimento di italiani. Tra le vittime anche 3 bambini. I terroristi avrebbero poi dato fuoco all’edificio tramite l’utilizzo di bombe incendiarie o granate.
Un video pubblicato nella notte da parte di alcuni canali dello Stato Islamico, o Isis, che avrebbe rivendicato l’attentato. Potrebbe apparire strano che l’Isis compia un attentato nel cuore di un territorio antioccidentale come la Russia. In realtà, probabilmente, l’attentato sarebbe ascrivibile ad una particolare cellula di questa organizzazione, l‘Isis-K, che opera nelle zone delle ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale, a maggioranza musulmana. Il fine di questa organizzazione sarebbe riunire tutti questi Stati, come Uzbekistan, Tagikistan, Pakistan e Afghanistan all’interno di un califfato islamico. Proprio nei giorni scorsi, inoltre, l’intelligence russa, l’Fsb, aveva sventato un possibile attentato in una sinagoga di Mosca da parte di questa cellula. Gli Stati Uniti avrebbero poi avvisato molteplici volte Mosca del rischio di attentati dal novembre 2023.
Al momento sarebbero state fermate almeno 11 persone tra Mosca e zona aeroportuale, di cui 4 terroristi con passaporto tagiko. Si sono moltiplicate le forme di condanna dei vari leader mondiali, tra cui Xi Jinping o anche il nostro Mattarella. Persino i talebani, forza concorrente dell’Isis, hanno rivolto un invito a combattere ed estirpare queste rimanenti cellule terroristiche. Come ribadito anche da Kiev, non è presente alcun coinvolgimento da parte del governo ucraino, anche se il presidente russo emerito Medvedev ha ribadito la sua convinzione nel credere la presenza di un complotto occidentale contro la Russia. Le file fuori gli ospedali per donare sangue e gli atti di solidarietà si moltiplicano nelle strade di Mosca.
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