
A Napoli è una giornata di sole. Nella luce calda di un pomeriggio, incontro Aulo Pedicini nella sua casa a pochi passi dal MANN, il Museo archeologico nazionale. Qui, tra opere d’arte che sembrano vivere di vita propria e sculture che raccontano storie antiche e moderne, l’artista mi accoglie con la gentilezza di chi sa che l’arte non è solo forma, ma soprattutto sostanza. È in questo contesto che nasce una conversazione intima e profonda, un dialogo che svela l’essenza della sua poetica, tra sogno, realtà e poesia. Aulo Pedicini nasce a Foglianise nel 1942, ma è a Napoli che trova la sua dimensione artistica. Diplomato all’Istituto Statale d’Arte F. Palizzi e all’Accademia di Belle Arti, inizia presto a sperimentare con materiali e tecniche diverse, dal bronzo alla cera, dal legno alla plastica. Le sue opere, spesso caratterizzate da una patina anticheggiante, sembrano portarci in un tempo remoto, dove l’uomo e l’universo si fondono in un’unica essenza. Il suo percorso è un viaggio poetico, un’esplorazione continua dell’interiorità e del mondo che lo circonda. Tra le sue ultime esposizioni, spiccano la personale Annerite scaglie al MANN nel 2023 e la collettiva La Scultura contemporanea incontra l’Università di Federico nel 2024. Ogni mostra è un’occasione per condividere con il pubblico la sua visione, la sua passione, il suo amore per l’arte.
Pedicini parla della donna come di una forza primordiale, un’ispirazione che guida il suo lavoro e la sua vita. Nelle sue opere, la figura femminile non è mai statica, ma vive, respira, emoziona. È un omaggio continuo e sfrenato, un atto d’amore che trascende il tempo e lo spazio. Pedicini non crea per seguire mode o tendenze, ma per esprimere ciò che sente, ciò che vive, ciò che sogna. La sua arte è un atto di libertà, un gesto puro che nasce dall’interiorità e si manifesta in forme e materiali diversi, dalla scultura alla pittura, dalla performance alla decorazione tessile.
Circondato dalle sue opere, Aulo Pedicini mi appare come un uomo che ha fatto della sua vita un’opera d’arte. La sua poetica è un inno alla libertà, alla bellezza, all’amore. È un viaggio che parte dall’anima e arriva alle mani, trasformando la materia in emozione, in poesia, in vita.
E mentre il sole cala su Napoli, lasciando una luce dorata sulle strade della città, mi rendo conto che l’arte di Pedicini non è solo da guardare, ma da vivere. Perché, come lui stesso dice, l’arte è libertà, è amore, è tutto ciò che ci rende umani.
Aulo, cos’è la libertà nell’arte?
«Ah, questa è una bella domanda. La libertà dell’arte, fammi pensare… posso risponderti così: quella di essere libero di fare quel che tu vuoi come artista e come uomo, senza seguire percorsi estetici, senza filosofia, senza contatto politico. Tutto quello che ti viene suggerito dalla tua anima è importante: essere libero sia nella ricerca, sia come artista».
Oggi è ancora possibile fare poesia con l’arte?
«Per farti capire che nell’arte può esserci poesia posso citarti qualche mia opera: ad esempio “Serrate restano”, in cui la forma esprime un significato forte. Si tratta di una scultura in cui le labbra di una donna sono cucite con forza. Questo mostra il gesto dell’uomo che silenzia i pensieri, le parole, la libertà. Questo è negativo, è un problema sociale e non solamente politico. Io uomo sono nato da una donna, quindi per nascere da una donna Dio mi ha dato un altro percorso, ovvero quello di rispettare la donna e la sua bellezza. Quindi, come artista, di rappresentarla».
Nei tuoi lavori infatti c’è molta presenza femminile. Che cos’è la donna per Aulo Pedicini?
«Oltre ad essere madre, è l’amore impossibile. Ma, per quanto mi riguarda, invece è possibile. È l’amore vero, profondo, tangibile. Perché io amo la bellezza, quindi la bellezza della donna che Dio ha creato e che amo rappresentare. Nelle opere devi essere fortunato a cogliere la sensibilità dei soggetti mostrati, e in questo caso della donna; l’artista deve essere in grado, inoltre, di accompagnare l’osservatore nella percezione delle emozioni espresse sempre seguendo la strada di quell’amore verso la donna che è fede».
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