
Il decreto del ministero dei Trasporti sugli autovelox, annunciato come un provvedimento risolutivo per mettere ordine nella giungla di multe e ricorsi, è stato sospeso. A deciderlo è stato il ministro Matteo Salvini, il quale ha richiesto ulteriori approfondimenti sul testo prima della trasmissione a Bruxelles. La norma, che avrebbe dovuto distinguere tra autovelox nuovi e vecchi, rischia ora di lasciare il settore in una situazione di incertezza normativa, con ripercussioni forti su automobilisti e amministrazioni locali.
Il decreto stabiliva che, a partire da luglio, gli autovelox approvati dal 2017 in poi sarebbero stati automaticamente omologati, senza ulteriori passaggi burocratici. Gli apparecchi di nuova generazione, invece, avrebbero dovuto essere spenti fino al completamento del processo di omologazione.
Secondo l’Asaps (Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale), la norma avrebbe portato, in pieno esodo estivo, alla disattivazione della maggior parte dei dispositivi di controllo della velocità, compresi i Tutor in autostrada. “La conseguenza sarebbe stata una sorta di ‘liberi tutti‘ – avverte l’Asaps – considerando che l’alta velocità è tra le principali cause di incidenti stradali“.
Il blocco del decreto autovelox da parte del ministro Salvini ha scatenato non poche polemiche tra le associazioni dei consumatori. Il Codacons avverte che “gli enti locali continueranno ad usare apparecchi non omologati e gli automobilisti multati continueranno ad impugnare le sanzioni”. La situazione rischia di alimentare il contenzioso, senza fornire certezze né ai cittadini né alle amministrazioni.
Ma la reazione arriva anche dal mondo politico, l’onorevole Francesca Ghirra di Alleanza Verdi e Sinistra critica la decisione del ministro: “Salvini, che aveva dichiarato guerra agli autovelox, ora deve fare i conti con la normativa europea e con la necessità di garantire sicurezza sulle strade“.
L’ente Assoutenti propone, invece, una soluzione alternativa: forme di conciliazione tra Comuni e cittadini, con la partecipazione delle associazioni dei consumatori, per evitare una nuova ondata di ricorsi.
La sospensione del decreto autovelox lascia in sospeso una questione centrale: come garantire un sistema di rilevazione della velocità efficace e trasparente? Se da un lato il provvedimento avrebbe dovuto eliminare ogni dubbio sulla legittimità delle sanzioni emesse dagli strumenti più recenti, dall’altro rischiava di spegnere dispositivi ancora fondamentali per il controllo del traffico. Il ministero dei Trasporti ha annunciato che sono in corso ulteriori approfondimenti. Tuttavia, il rischio è che l’incertezza normativa si traduca in un vuoto di controllo sulle strade, con potenziali conseguenze sulla sicurezza stradale e sulle tasche dei cittadini.
Nel frattempo, gli automobilisti restano nel limbo: le multe elevate da dispositivi non omologati continueranno ad alimentare ricorsi e polemiche, in un contesto che appare sempre più confuso
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