
All’ospedale di Aversa, il Moscati, ha aperto da poco il primo ambulatorio per la disforia di genere, prendendo in considerazione l’esigenza crescente della popolazione e la presa di coscienza di un problema reale, quello delle esigenze delle persone trans.
Al Moscati ha aperto l’ambulatorio contro la disforia di genere. La disforia consiste in un senso di notevole disagio o di difficoltà correlati alla costante sensazione che il proprio sesso anatomico non corrisponda al senso interiore del sé. L’ambulatorio ha aperto prendendo in considerazione i disagi relativi all’ identità di genere. Essendo una tematica complessa è sorta l’esigenza di affrontare tali disagi fornendo un equipe completa che possa aiutare le persone trans. L’ambulatorio ha anche uno scopo di ricerca nell’ambito delle identità di genere e la promozione di iniziative formative e scientifiche.
L’accesso all’ambulatorio è possibile tramite impegnativa del medico di base, o specificando la richiesta di una visita psicologica prenotando l’appuntamento presso la CPSI (Coordinatore delle Professioni Sanitarie) Referente Poliambulatorio del P.O. Aversa. L’Ospedale di Aversa è tra i primi in Regione Campania che consente di migliorare la qualità e la sicurezza delle problematiche connesse all’identità di genere attraverso un’efficace collaborazione ed un costante confronto tecnico professionale. Inoltre consente di migliorare la comunicazione nei confronti della popolazione su ruolo ed identità di genere, in modo da favorire un atteggiamento consapevole nei diversi contesti di vita. Grazie anche alle carriere alias e i piccoli gesti di inclusione quotidiani sarà possibile rendere questo paese vivibile per tutti.
Gli studi di genere rappresentano nell’educazione sessuale un approccio multidisciplinare e interdisciplinare allo studio dei significati socio-culturali della sessualità e dell’identità sessuale che sono diversi dalla “teoria gender” dato che tale termine non ha alcun tipo di riscontro scientifico o sociale. È infatti un termine coniato dai conservatori negli anni ’90 nel tentativo di sminuire e criticare gli studi scientifici di genere ai quali viene imputato di propagandare l’inesistenza di differenze tra i sessi biologici, e la conseguente possibilità di variare il proprio genere a piacimento.
Al contrario gli studi di genere, si occupano dei significati socio-culturali legati all’identità di genere e ai ruoli di genere che sono trasversali a diverse discipline, sia scientifiche che umanistiche. Esse hanno il merito di sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto al tema dell’identità di genere e alla sua relazione con la biologia sessuale dell’individuo, relazione complessa e influenzata da fattori psicologici, educativi e socio-culturali, quindi per nulla scontata e predefinita.
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