
Fino al 10 aprile sarà possibile compilare il questionario pubblico sul sito del Comune di Aversa relativo al Programma di Rigenerazione Integrata Urbana Sostenibile (PRIUS). Ultima chiamata rivolta a cittadini ed associazioni per ridisegnare il futuro della città normanna.
Il Programma di Rigenerazione Integrata Urbana Sostenibile, o PRIUS, finanziato nell’ambito del PR Campania FESR 2021-2027, coinvolge 23 città medie della regione, tra cui Aversa. La città delle cento chiese potrà contare su uno stanziamento di circa 15 milioni di euro, risorse che consentiranno di avviare interventi di rigenerazione urbana e di miglioramento della qualità della vita, cercando di rispondere ai bisogni reali del territorio.
Il questionario permette di raccogliere proposte ed individuare le priorità che confluiranno nel “documento di orientamento strategico“. Il programma consentirà di agire su più fronti: dalla valorizzazione del patrimonio culturale alla rigenerazione degli spazi urbani, con uno sguardo rivolto alla transizione ecologica ed energetica, attenzione alla mobilità sostenibile e promozione dell’inclusione sociale e dello sviluppo socio-economico.
Il percorso partecipativo ha avuto inizio il 24 marzo 2026 nella sala consiliare del Comune di Aversa, giorno in cui l’Amministrazione ha scelto la strada dell’ascolto prima di intervenire concretamente. Già in quella data il sindaco Matacena parlava di un’occasione importante per la città: la partecipazione di tutti per costruire una città più vivibile, moderna ed inclusiva.
Il Comune chiama a raccolta l’intera comunità aversana, coinvolgendo cittadini, associazioni, professionisti, studenti e realtà economiche e sociali. Tra queste la Federazione “La Maddalena che vorrei” e le realtà associative che costituiscono il Comitato Civico per la riapertura del centro culturale Caianiello, ex Macello di Aversa. Si tratta di esempi di partecipazione attiva, di chi vive e frequenta la città, ma soprattutto di chi si batte da tempo per migliorare Aversa. Le associazioni, da sempre, avanzano proposte e progetti sui beni presenti sul territorio e sperano che l’occasione rappresentata dal PRIUS non sia l’ennesima illusione, bensì la possibilità concreta di realizzarli.
“Ascolto” vuol dire anche responsabilità politica. Sono anni infatti che la città vive numerosi disagi seguiti da proteste, denunce e segnalazioni che finora non hanno ricevuto risposta. Smog, traffico, buche e rifiuti trainano la città in direzione opposta rispetto al sogno della candidatura a Capitale Italiana della cultura per il 2030. Il PRIUS, se usato in maniera efficiente, potrà essere la svolta per la città normanna.
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