
Non tutti sanno dell’esistenza di un Biolago ad Aversa. Il progetto, siglato tra il Comune di Aversa e l’Università Luigi Vanvitelli nel lontano dicembre 2022, è nato per rigenerare la zona di Via della Repubblica, più precisamente lo spazio dove si svolgeva il mercato settimanale, nei pressi delle “palazzine” popolari al confine con Teverola. Si prevedeva inizialmente una tempistica di sei mesi per completare i lavori ma il piano ha subito varie battute d’arresto ed è tuttora incompleto.
Il progetto, finanziato con circa 1 milione di euro di fondi del PNRR, definisce la realizzazione di due aree: in primis un Bioparco, gestito dall’amministrazione comunale, che comprende un biolago, nonché spazi verdi con attrezzature sportive e per il tempo libero; in secondo luogo un Campus Universitario, gestito dai Dipartimenti di Architettura e Ingegneria dell’Università Luigi Vanvitelli, presenti nella città normanna, con all’interno uffici didattici, servizi per studenti e ricercatori, un centro congressi aperto alla cittadinanza, laboratori, aree dedicate a coworking e startup innovative. A questo si aggiungono due parcheggi interrati ed uno a raso. Il piano intendeva ridisegnare l’ex area fieristica, che in passato ospitava il mercato settimanale del sabato, in un’oasi sostenibile nella periferia della città.
Nel 2022, secondo le indagini della Polizia Locale, una parte dell’area veniva utilizzata abusivamente come punto di trasferimento e deposito di rifiuti. Per questo motivo la magistratura dispose il sequestro della zona. Il Comune di Aversa, per poter partire davvero con il progetto del Biolago e del futuro Campus Universitario, aveva bisogno che almeno una parte dell’area tornasse disponibile dal punto di vista legale.
Prima però era necessaria la bonifica; pertanto, furono rimossi i rifiuti accumulati, eliminate le situazioni abusive e ripristinate condizioni minime di sicurezza e decoro. L’obiettivo era trasformare uno spazio percepito come simbolo di degrado in un luogo pubblico destinato al verde e alla socialità.
Ad oggi, dopo quasi quattro anni dalla presentazione del progetto, solo il Biolago, una parte del parco urbano e il parcheggio a raso sono “completati” e visibili. Dal sopralluogo effettuato non vi è nessun cantiere bensì uno spazio “restituito” alla cittadinanza nella sua forma più incompiuta. Se ci fossero dei lavori in corso, infatti, i cittadini potrebbero aspettarsi dei risultati futuri ma, dallo stato delle cose, tutto tace. Il piano del “campus universitario immerso nel verde” cede il passo ad un’area ancora in gran parte
cementificata con uno spazio esiguo e con pochi alberi, nel quale si trova un bacino d’acqua putrida.
Accanto al Biolago vi è il cartello informativo, vandalizzato con i graffiti, che spiega cos’è un biolago definendolo “uno specchio d’acqua balneabile ed ecosostenibile” o addirittura un “diamante”, in quanto i batteri e le piante presenti in acqua convivono, rendendola pura e trasparente. La teoria si scontra fortemente con la realtà del biolago aversano, ovvero una zona abbandonata a sé stessa. Nel Biolago l’acqua è tutt’altro che limpida e potrebbe rispondere verosimilmente alle caratteristiche di uno stagno. Nel
parco pubblico vi è anche un’area giochi per bambini circondata da verde non curato e rifiuti di vario genere.
Una volta creato, il Biolago necessita di una manutenzione costante che contrasta con la “tradizionale” gestione discontinua del verde pubblico adoperata dalla città di Aversa. Il sistema di circolazione dell’acqua, che interessa il Biolago, è stato sospeso per motivi igienico sanitari e tuttora non è stato ripreso il funzionamento. Il progetto che doveva eliminare il cliché della periferia, liberandola dagli stereotipi negativi, finisce per diventare la causa stessa del degrado.
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