
Aversa: Il complesso conventuale di Sant’Antonio al Seggio che nel restauro del 2024 ha visto il ritrovamento di pitture murali gotiche, ora si trova ad affrontare la difficile relazione con la vita notturna cittadina. Arriva la denuncia di Padre Mariano Del Piano.
Il convento di Sant’Antonio al Seggio fu fondato nel XIII secolo ed è uno dei più antichi insediamenti francescani della Campania, nonché la chiesa più antica fra quelle dedicate a Sant’Antonio. Durante un’operazione di restauro del 2024, c’è stato il ritrovamento di una vasta decorazione gotica sotto l’intonaco del chiostro, il che ha rappresentato un forte segnale di rinascita culturale per la città di Aversa.
Ampliato ed arricchito in varie fasi, in seguito ai terremoti del XV e XVII secolo, fu restaurato e adattato secondo le esigenze del tempo, conservando sempre le originarie strutture gotiche. La chiesa di Sant’Antonio fu trasferita poi al patrimonio dello stato ed incamerata nel FEC, ovvero il Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno.
Ad oggi la chiesa è concessa in uso alla Diocesi di Aversa e affidata ai Frati Conventuali della Provincia Francescana Napoletana ed è soggetta ad un ulteriore restauro, in particolare la facciata esterna.
La chiesa, situata in Piazza Lucarelli a Via Seggio, nel cuore della movida normanna, è spesso preda durante il fine settimana di episodi di degrado. Basti pensare all’ingresso della chiesa che veniva ritrovato sempre sporco. Pertanto è stata richiesta alla Soprintendenza l’installazione di un cancello per salvaguardare il convento, che arricchisce il patrimonio artistico e culturale di Aversa.
Una misura considerata necessaria per risolvere il problema. “Non è un messaggio di chiusura” afferma Padre Mariano Del Piano, rettore dell’Ordine dei Frati minori conventuali, “ma è giusto che questi luoghi sacri e storici vengano salvati”. Un invito alla responsabilità per la vivibilità della città.
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