
A noi interessa poco del Morgan giudice di X-Factor. Ci interessano ancor meno le querelle degli ultimi tempi, non ce ne frega nulla del suo privato. Poter godere di un suo spettacolo è molto più interessante di tutto questo.
Perché? Basta un piano, una chitarra e un basso. E poi ti lasci raccontare la magia della canzone d’autore italiana, della poesia, del suo punto di vista coinvolgente riguardo l’uso dell’autotune: “Oggi se togli l’autotune ai cantanti o ai trapper, vanno nella merda. Sapete quanto rompono i coglioni con i monitor? Abbassa quello, alza quell’altro… E poi stonano. Fanno due ore di sound check per poi stonare. La prima cosa che dico ai ragazzi di X-Factor è: non rompete i coglioni per i monitor! Fatevi andar bene quello che sentite e basta“.
Comincia così il “piano solo” di Marco Castoldi in arte Morgan all’Historiale Arena di Cassino. Una serata decollata con l’esibizione della vincitrice dell’Estasi MainStage, Sara Blanco, con il brano “Non mi spaventa“. Un concorso che vuole valorizzare i giovani talenti e al contempo sostenere la creatività emergente. Neanche il tempo di salire sul palco e Morgan attacca con Cieli Neri, brano estratto da Metallo non Metallo dei Bluvertigo. Parla di Petrarca, lo recita e lo confronta con Dante. “Io vedo una ristrettezza mentale nei giovani, non hanno nessuno voglia di fare atti rivoluzionari“. Un po’ pessimista o forse estremamente realista?
Il repertorio proposto è variabile a seconda delle occasioni. A differenza dello spettacolo che porta in tour già da qualche data, “Stramorgan“, ieri sera all’Historiale di Cassino, l’artista brianzolo ha dato spazio ai Beatles: “Yesterday è un pezzo che ha prodotto molti soldi. Cosa diresti ad un tipo che ti dice: Hey, ho scritto Yesterday, senti qua… E te magari rispondi: Beh, carina. Ma come carina? Solo carina? Di più! (ride, ndr). Oggi bisognerebbe avere la sensibilità di scindere una cosa bella da una cosa brutta, cercare di capire dove risiede qualcosa di interessante e bello. Un allenamento che dovrebbe fare chiunque, non solo i discografici“.

Canta Battiato, David Bowie, i Depeche Mode “da spiaggia” (Complicità dei Bluvertigo, che riprende “Here is the House” della band di Gahan). Racconta, traduce e spiega Walk on the Wild Side di Lou Reed. “Questo brano è una ballata, è epica, un affresco di personaggi e del loro vivere vero“. Avete mai ascoltato Vedrai Vedrai di Luigi Tenco solo con il basso? Ecco, quando c’è sul palco Morgan tutto diventa imprevedibile, non scontato, mai banale. Forse è vero che è l’ultima rockstar italiana rimasta. Non segue le logiche del mercato discografico, neanche quelle di una normale esibizione live. Capita che quando suona la chitarra, non trova subito l’accordo giusto. Perché – semplicemente – non era tutto previsto in scaletta. Risultato? La verità. Dimostra il suo essere divulgatore musicale e musicista a 360 gradi, senza conservarsi. Due ore e dieci, per la precisione, di spettacolo
Nei camerini dietro il palco ci parla di De André e di come è stato realizzato il remake integrale dell’album Non al denaro, non all’amore né al cielo: “Quel disco mi ha chiesto Dori Ghezzi di farlo. Lei voleva fare soltanto la presentazione del disco live all’Università di Siena. Io volevo anche prendere l’occasione per fare l’album in studio. Era già da un po’ che volevo farlo. La verità è che a 14 anni lo avevo imparato tutto suonandolo alla chitarra“.
C’è un film di Hermann Vaske riguardo le risposte di grandi personalità del panorama artistico mondiale alla domanda: “Perché sei creativo?”. Tu come risponderesti?
«Per istinto. Sono nato così e ho avuto la fortuna di aver avuto dei genitori che mi hanno stimolato alla creatività, pur non essendo degli artisti. Tutte le persone lo sono, alla fine, dei creativi! Ma devono mettere in atto questa creatività, non dovrebbero fermarsi o avere dei blocchi».
Si ringrazia Luisa Del Prete, l’Historiale Arena di Cassino, Elena Varriale e tutta l’organizzazione, Stefano Cucciniello, Morgan e il suo staff.
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