
Oggi 22 aprile è iniziata l’operazione di sgombero del Campo rom di Via Carrafiello a Giugliano in Campania, dopo un lungo periodo di trattative e promesse al vento. Da anni ormai quel campo rappresenta per la città un vero e proprio sfregio alla dignità umana, diventato ormai simbolo di esclusione ed emarginazione sociale per i suoi residenti e teatro di avvenimenti disastrosi, roghi tossici e morti. Ciò che ci domandiamo è: cosa succederà adesso? Dove si sposteranno gli abitanti del campo rom?

Stamattina l’Ufficiale giudiziario ha effettuato un sopralluogo presso il terreno occupato, verificandone lo stato dell’arte e comunicando alle famiglie la necessità imminente di abbandonare la zona occupata. Ricordiamo che il terreno sul quale si è stabilito il campo rom nell’area di Ponte Riccio (non è l’unico della zona tra l’altro) non è di proprietà del demanio né della comunità che lo abita, bensì risulta essere di proprietà privata e necessita tra l’altro di essere liberato – a quanto sappiamo – affinché sia permessa la realizzazione di svariati progetti di riqualificazione del territorio. È da più di 7 anni che le Istituzioni e le autorità si esprimono a riguardo, e perfino la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è intervenuta affermando che fosse necessario assicurare un riparo alla comunità rom successivamente allo sgombero. Ma tutte le promesse, gli interventi e le decisioni non hanno mai avuto un seguito concreto.
I missionari, le famiglie e la comunità rom stanno cercando di ritardare il più possibile lo sgombero del campo, per far fronte ad esigenze scolastiche ed economiche. La necessità in questo momento resta quella di comprendere dove e come si sposterà la comunità rom, costretta abbandonare il campo in tempi ristretti. Con molta probabilità, in parte si distribuirà nelle zone adiacenti e negli altri campi legali di Giugliano presenti nelle vicinanze, mentre le fasce economicamente più stabili si sono già mosse da tempo per trovare abitazione nei pressi di Castel Volturno, in cui, specificamente in alcuni quartieri, il mercato immobiliare risulta essere così al ribasso da permettere il pagamento dell’affitto anche da parte di chi non ha un entrata fissa redditizia.
Nonostante ciò il “problema” rom resta: una comunità che non facciamo fatica a definire come la più odiata, disprezzata e segregata del mondo e che continua ad essere spostata da una zona all’altra senza che le Istituzioni e le autorità competenti si occupino minimamente dell’integrazione e dei diritti che in quanto cittadini italiani dovrebbero spettargli, al di là di ogni stereotipo e generalizzazione.
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