
Il fenomeno delle baby gang, nel quartiere di Secondigliano, è una piaga dolente che va avanti ormai da anni. Decine di motorini sfrecciano nei vicoletti, ragazzi girano con oggetti affilati in tasca, gruppi di adolescenti creano panico tra i passanti. Sembra che, con la riapertura del parco San Gaetano Errico, questo fenomeno sia aumentato. Grazie ai fondi stanziati da Città Metropolitana, è stato possibile attuare dei lavori di ricostruzione del parco, per un po’ trascurato. I residenti hanno atteso con speranza la riapertura con l’intento di rilassarsi, respirare aria fresca e portare a giocare i bambini. Le loro aspettative sono state smontate dalla presenza di queste baby gang, che si stanziano principalmente all’interno o nei pressi del parco. Più precisamente nel rione Berlingieri e nei pressi del centro commerciale La Birreria a Miano.
Nel mese di luglio sono stati attuati massicci controlli nel quartiere, dai carabinieri della stazione di Secondigliano, a causa delle continue segnalazioni di atti vandalici e aggressioni. Anche il deputato Francesco Emilio Borrelli ha denunciato e portato inevidenza la situazione di disagio presente. Sembra, però, che non ci siano stati cambiamenti. «La sera alcuni gruppi sfrecciano con lo scooter, ripetendo lo stesso giro della piazzetta più e più volte». «Ho visto due ragazzini sullo scooter impugnare un coltello e avvicinarsi ad un altro ragazzo seduto su una panchina, sono dovuta intervenire».
Queste sono le dichiarazioni di alcuni residenti. Non servono solo controlli a tappeto, serve una mobilitazione da parte delle istituzioni. Si deve investire su scuola, spazi sociali, su librerie, dato che a Secondigliano non ce n’è neanche una. Il mio intento non è parlare della solita retorica sociale, rischiando di aumentare uno stigma già persistente. Da secondiglianese, vorrei cercare di andare più in fondo.
Erroneamente si associa Secondigliano a Scampia, come se fossero lo stesso quartiere. In realtà le due zone hanno strutture territoriali e municipalità diverse. Ma in passato sono state segnate da uno stereotipo: l’essere considerati quartieri di sola camorra. Ora, mentre Scampia è rinata dalle proprie ceneri, con la presenza di numerosi centri e associazioni creative, artistiche, sportive e musicali, Secondigliano resta nell’ombra, ignorata dalle istituzioni, nonostante la voce alta dei cittadini. Tanta è la dispersione scolastica e, nonostante ci sia un grande impegno da parte delle scuole, al di fuori di queste non ci sono ulteriori stimoli per spronare i ragazzi.
Non c’è un luogo ricreativo, un’associazione incentrata su adolescenti e giovani ragazzi; un luogo in cui possono esprimere sé stessi. Il corso di Secondigliano dopo le 8 di sera diventa deserto. Numerosi sono anche gli appelli dei genitori, preoccupati per la quotidianità dei propri figli, segnata da pomeriggi passati senza un’attività che gli occupi il tempo, gli apra la mente e li appassioni. Fortunatamente la presenza di alcune palestre nel quartiere e nelle zone adiacenti permette ai ragazzi di praticare sport e di crescere fisicamente e moralmente. Ci sono però molte altre passioni che esigono di sfociare, come la scrittura, il disegno, la pittura, il cinema.
C’è un urgente bisogno di strutture che, in maniera gratuita o con un prezzo accessibile a tutti, contribuiscano alla realizzazione dei sogni dei cittadini. Da quando, in parte, mi sono allontanata e ho iniziato a frequentare altri luoghi, è come se avessi iniziato a respirare. I giovani, per inseguire i propri desideri, sono costretti a spostarsi. Non tutti, però, hanno la possibilità di farlo e i mezzi di trasporto a disposizione non sono abbastanza efficienti. Secondigliano non offre la possibilità ai giovani residenti di scoprire il proprio mondo, costringendoli, in alternativa, ad accontentarsi di quello esistente. Ad accontentarsi di panchine vuote.
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