
La nuova serie Britannica di Netflix Baby Reindeer, con il suo fine umorismo nero, le sue scene ad alto impatto visivo e soprattutto con una grande sensibilità nel trattare temi delicati, ha conquistato il pubblico mondiale, scalando le classifiche Netflix e conquistando il primo posto in oltre 80 paesi. La serie è adattata dall’omonimo spettacolo teatrale scritto e recitato dal comico scozzese Richard Gadd, che in Baby Reindeer interpreta il protagonista Donny.
Donny è un aspirante comico che passa le sue giornate a lavorare in un pub londinese “The Heart” mentre aspetta di sfondare nel mondo dello spettacolo e raggiungere la tanto desiderata fama, ma sarà una singola tazza di Tè a stravolgere la sua vita. “Mi dispiaceva per lei” risuona la voce fuori campo di Donny nel momento in cui Martha, una donna di mezz’età dall’aspetto miserabile, entra nel Pub ed afferma di non poter permettersi di comprare nulla. Donny, mosso proprio da questo sentimento di pietà, le porge una bibita offerta dalla casa, ma il gesto di gentilezza porterà Martha a sviluppare un ossessione per il comico e a commettere atti persecutori inviandogli centinaia di mail, seguendolo e stalkerandolo.
41.071 mail, 744 tweet, 46 messaggi Facebook, 106 pagine di lettere e 350 ore di messaggi vocali sono stati inviati veramente non a Donny, ma a Richard Gadd che, infatti, in Baby Reeinder narra essenzialmente le sue esperienze personali con una stalker e con gli abusi. Ne consegue che Richard Gadd ci mostri personaggi molto realistici che, corroborati con dialoghi fluidi e naturali, fanno risplendere la serie e ne costituiscono il principale punto di forza. I protagonisti sono ricchi di insicurezze e di contraddizioni, e lo spettatore è portato ad esaminarne la psiche, in primo luogo quella di Donny. Lui spesso è inquadrato in primi piani molto ravvicinati, lo spettatore così sente di invadere la sua privacy e carpire i suoi pensieri più profondi . Si tratta di scelte registiche ben studiate proprio per farci sentire più vicini a Donny.
La serie inizia in una centrale di polizia, nel momento in cui Donny decide di denunciare Martha dopo 6 mesi e la prima domanda che gli viene posta dall’agente di polizia è: perché ci hai messo così tanto? Donny vorrebbe liberarsi di Martha, lei, d’altronde, è invadente ed appiccicosa tanto da rovinargli la vita, eppure denuncia solo dopo 6 lunghi mesi, come mai?
Richard Gadd con Baby Reindeer decide di porre il focus sull’intricata tela di motivazioni per cui una vittima sceglie spesso di non denunciare: aspettative, costrizione sociali, o addirittura l’opprimente vergogna personale. In questo caso Donny, in un momento difficile e di grande debolezza, trova in Martha l’adorazione e l’ “amore” di cui ha bisogno per compensare tutte le sue insicurezze e scoprire un flebile senso di appagamento. Oltre a ciò Donny prova una vera pietà verso Martha, e non sono quella pietà patronizzante che serve ad accrescere il suo ego; vera pietà che nasce dalla coscienza della condizione di Martha come persona affetta da una malattia mentale.
Il personaggio di Martha più di tutti ci mette a disagio perché ci spinge a provare sentimenti contrastanti, la stalker in questa serie non è una figurante monocromatica il cui unico obbiettivo è spaventare lo spettatore con i tipici cliché da film horror, lei è profondamente umana. È una donna che compie atti terribili e che si abbandona a scatti d’ira spaventosi in scene anche abbastanza grafiche, una bugiarda patologica che disperatamente si pavoneggia ostentando una vita fittizia, ma è anche una donna terribilmente sola e miserabile affetta da una malattia mentale.
Per cui lo spettatore in un misto di repulsione generale la disprezza e ne ha paura, ma la compatisce anche e ne ha pena proprio come Donny. Richard Gadd magistralmente fa si che lo spettatore veda con gli occhi di Donny e lo comprenda completamente.
-Lo scopo della serie-afferma Richard Gadd- è commuovere le persone e confortare chi ha vissuto esperienze simili.- La serie, però, riesce anche in un altro intento che è quello di sensibilizzare.
Lo stalking è un reato estremamente difficile da denunciare iniziando dalle prove che vanno raccolte, perché notifiche insistenti e comportamenti strani spesso vengono sottovalutati o non vengono presi seriamente. Fa riflettere appunto, che lo stalking sia diventato un crimine in Italia a partire dal 2009. Per un uomo poi a causa di idee insite e standard societari denunciare diventa molto difficile anche per la paura di essere derisi o considerati –meno uomini- come dice Donny.
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