
Un evento straordinario, che rimarrà impresso a lungo nella nostra memoria. Il 2 giugno si è conclusa “Colori contro la mafia”, mostra pittorica antimafia in esposizione dal 22 maggio alla Casina Vanvitelliana di Bacoli, organizzata dall’amministrazione comunale e dal Centro Ittico Campano in collaborazione con Informare e Officina Volturno.
Dieci giorni di ingressi gratuiti durante i quali i visitatori hanno avuto l’opportunità di interfacciarsi con le opere del Maestro Gaetano Porcasi, originario di Partinico e celebre in tutta la penisola per aver dipinto nel corso degli anni le vittime della criminalità organizzata. Da Giovanni Falcone a Paolo Borsellino, da Peppino Impastato a Giancarlo Siani, fino ad arrivare ad Annalisa Durante: pilastri dell’antimafia che hanno finito per costituire l’oggetto dei lavori dell’artista. Una mostra a metà strada tra la tradizione e l’innovazione, con un occhio al digitale: ogni opera, infatti, è stata accompagnata da un Qr Code, attraverso il quale i visitatori hanno potuto ascoltare le storie dei personaggi raffigurati, raccontate dalle voci dei cronisti di Informare e dei membri di Officina Volturno.
All’evento di inaugurazione, al quale ha partecipato in prima persona anche l’artista, sono intervenuti personaggi appartenenti al mondo della politica, della magistratura e della società civile, come Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli; Cesare Sirignano, Sostituto Procuratore – Tribunale Napoli Nord; Giuseppe Cimmarotta, Procuratore Aggiunto Tribunale di Nola; Sandro Ruotolo, europarlamentare; Angelo Morlando, fondatore di Officina Volturno. Fondamentale è stata la presenza del Prefetto di Napoli Michele di Bari, che ha esortato i giovani presenti a fare tesoro dell’esperienza vissuta. L’immagine più bella della mattinata è stata vedere proprio più della metà della platea composta esclusivamente da studenti di scuole del territorio accorsi per assistere alla mostra. È a loro che è stata dedicata l’iniziativa, affinché i personaggi che in passato hanno pagato con il sangue il fatto di essersi schierati contro la criminalità organizzata possano costituire degli esempi per tutta la vita.


Michele di Bari, Prefetto di Napoli
«Lo Stato sta facendo sforzi enormi nel contrasto alla mafia, ma è necessario che anche le comunità partecipino a questo sforzo con momenti di impegno, come qui a Bacoli, con il sindaco, i magistrati e Officina Volturno, che si dedica con i giovani a far sì che le esperienze del contrasto alle mafie avvengano nella quotidianità. Ma noi abbiamo anche la necessità di rivoluzionare un pensiero, affinché si regga su determinati principi e sui valori. Quando una persona conserva la struttura valoriale di ciò che è la vita, la giustizia, la verità, la libertà, allora quelle comunità sono destinate ad avere un pensiero forte di contrasto contro ogni forma di mafia».
Josi Gerardo Della Ragione, Sindaco di Bacoli
«È stato un evento straordinario perché è riuscito ad unire la cultura napoletana con quella siciliana. Il messaggio è molto chiaro: la cultura e la legalità vanno vissute nel concreto e, come ha ribadito il Maestro Porcasi, non solo praticata negli spot occasionali. Quindi avere qui, nella casina che viene vissuta ogni settimana da migliaia di persone, una mostra che permette di coniugare la bellezza, la riflessione sull’arte e sul tema della legalità, omaggiando Giancarlo Siani, Falcone e Impastato è motivo per noi di grandissima soddisfazione. Ringrazio Officina Volturno e Informare».
Gaetano Porcasi, artista di impegno civile
«Per me la memoria è fondamentale. Nelle scuole italiane è assai raro che si faccia studiare ai ragazzi la storia contemporanea, la cosiddetta “microstoria”. Eppure, io lotto proprio per far capire ai ragazzi quanto è importante la memoria. Ma attenzione: la memoria non deve servire solamente a quella forma di antimafia che mira a “spettacolarizzare”, “teatralizzare” queste vicissitudini. La memoria serve per scuotere le coscienze, attraverso le immagini di queste persone uccise».
Angelo Morlando, Fondatore Officina Volturno
«La mostra è il frutto di un lavoro lungo e impegnativo i cui meriti vanno riconosciuti a tutti i ragazzi di Officina Volturno. È un progetto che nasce da lontano. Ringrazio ovviamente il Maestro Porcasi per la sua disponibilità e generosità, ma anche tutti i ragazzi e le ragazze che sono stati presenti, numerosissimi. È la prosecuzione di un percorso che inizia a Castel Volturno, nella nostra sede. Da questo tassello potremmo partire per replicare l’iniziativa in altri contesti nei quali si può ospitare una mostra del genere».
Giuseppe Cimmarotta, Procuratore Aggiunto Tribunale di Nola
«È stato un evento importantissimo. È stato bellissimo vedere la platea piena di ragazzi. È importante che il messaggio della legalità venga veicolato anche attraverso l’arte. I ragazzi vanno sensibilizzati su temi che spesso vengono ignorati o, a volte, anche volutamente accantonati. Veicolare questo messaggio attraverso l’arte è sicuramente importante, con la speranza che non si tratti di eventi isolati, ma che possano avere anche una cadenza periodica».
Cesare Sirignano, Sostituto Procuratore Napoli Nord
«Partecipare a queste manifestazioni significa anche impegnarsi nel diffondere la cultura della legalità tra i giovani. È fondamentale dare fiducia e non avvilire le nuove generazioni. Questa mostra è importante perché, innanzitutto, dimostra che anche la società civile, nel caso specifico un artista, un pittore, dedica il proprio tempo e la propria arte a rappresentare momenti tragici della nostra società, come le stragi di Falcone e Borsellino, ma anche l’uccisione di tantissime altre vittime di mafia. Il messaggio che la mostra vuole dare è quello di ricordare questi episodi, sicuramente per evitare che possano ripetersi ancora, ma soprattutto per sottolineare che anche l’impegno espresso attraverso un pennello può essere utile alla società».
Sandro Ruotolo, Europarlamentare
«C’è ancora bisogno di giustizia e verità. C’è bisogno di memoria, di capire perché sono successe tutta una serie di stragi. Non sono la camorra e la mafia ad essere più forti di prima, ma è più debole la politica. C’è per esempio un problema di infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno delle amministrazioni. È un problema di come si formano le classi dirigenti. La camorra oggi esiste ancora perché mantiene i rapporti con la politica, con la finanza e con l’economia».


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