
«Via cemento e scarichi abusivi». È da qui che riparte nel 2026 la vicenda del canale che attraversa l’area del Fusaro e convoglia le acque verso il lago. In un recente post, il sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione ha annunciato la pubblicazione della gara per affidare i lavori di ripristino del canale pluviale indicato come “Mazzoni”, per un tratto di oltre un chilometro e con un investimento di oltre 2 milioni di euro.
L’intervento, secondo quanto annunciato, partirà da Torregaveta e arriverà fino al Fusaro. Il progetto prevede la rimozione di terreno, rifiuti e vegetazione, ma anche di cementificazioni abusive, cancelli, aree di sosta e mura che avrebbero modificato o ostruito il corso del canale. L’obiettivo è riportare alla luce l’antico tracciato del canale e ripristinarne la funzione idraulica.
Della Ragione collega inoltre l’intervento agli allagamenti lungo via Giulio Cesare, sostenendo che le modifiche subite dal canale nel tempo abbiano compromesso il regolare deflusso delle acque piovane. Parallelamente, il Comune annuncia la prosecuzione dei controlli sugli scarichi fognari abusivi.
Le prime segnalazioni documentate risalgono almeno al 2010, quando erano già presenti scarichi di reflui nelle condotte per le acque meteoriche. Negli anni successivi si sono susseguiti episodi di liquami, criticità degli impianti di sollevamento e controlli ambientali.
Nel 2010, nel territorio di Monte di Procida, furono documentati scarichi reflui convogliati in una condotta per le acque piovane che arrivava al canale Mazzone, collegato al sistema del Fusaro. Un’ordinanza dispose la rimozione degli scarichi e il ripristino dei luoghi.
Il Mazzone compare anche nei documenti ARPAC, mentre il sindaco nel 2026 lo indica come “Mazzoni”. Sempre nel 2010 furono segnalati liquami nel canale pluviale di via Cuma, con sbocco nel Fusaro; nello stesso periodo l’Asl sospese in via precauzionale la vendita di mitili (cozze) provenienti dal lago.
Il problema riemerse negli anni successivi. Nel 2014, in corrispondenza del “picchetto 31” di via Cuma, furono segnalate fuoriuscite di liquami dagli impianti di sollevamento, con deflusso nel canale pluviale verso il Fusaro. Nel 2015 e 2016 il tema tornò al centro di discussioni e segnalazioni legate al sistema dei canali e agli impianti di sollevamento.
Il lago Fusaro è monitorato da ARPAC da oltre vent’anni, con controlli che riguardano anche le foci dei canali e gli scarichi. Per questo, parlare genericamente di lago “inquinato” può essere fuorviante: bisogna distinguere tipo di monitoraggio e punto analizzato.
Il profilo ufficiale ARPAC assegna alle acque di balneazione del Fusaro la classificazione “Eccellente” per il periodo 2021-2024. È però una valutazione riferita alla balneazione e non coincide con un giudizio complessivo sullo stato ecologico e chimico dell’intero lago. Un quadro diverso, ma riferito a singoli punti, arriva da Goletta dei Laghi. Nel 2022 entrambi i punti campionati nel Fusaro erano entro i limiti. Nel 2024, invece, uno dei due, la foce del canale presso il parcheggio comunale, è risultato fortemente inquinato.
I dati, quindi, non descrivono l’intero lago come “inquinato”, ma evidenziano criticità localizzate alle foci dei canali, che restano tra i punti da controllare con maggiore attenzione.
Il cambio di rotta arriva nel 2025. La Regione Campania documenta il progetto del Comune di Bacoli per la pulizia di due sistemi: il canale-cunetta pluviale tra via Cerillo e via Lungolago e il canale pluviale da via Cuma-Fusaro verso il lago Fusaro. Il procedimento si è concluso con l’esclusione dalla procedura di valutazione di incidenza appropriata.
A dicembre il Comune avvia poi controlli nelle condotte del lungolago con robot dotati di telecamere, per individuare collegamenti e scarichi irregolari. Secondo l’amministrazione e la stampa locale, le ispezioni hanno portato a individuare una tubazione abusiva inserita in un canale pluviale, attraverso cui sarebbero confluiti anche liquami provenienti da servizi igienici. Il primo edificio ritenuto responsabile è stato individuato e chiuso.
L’operazione, finanziata con circa 40mila euro, viene presentata dal Comune come l’inizio di una verifica più ampia lungo le sponde del Fusaro.
Il tema riguarda quindi insieme qualità delle acque, scarichi e sicurezza idraulica. Nel luglio 2025 Bacoli ha inoltre registrato circa 90 millimetri di pioggia in meno di un’ora, con il cedimento di un muro di un canale pluviale. L’episodio riguarda il sistema di drenaggio del territorio, ma non consente di attribuire quel danno direttamente al Mazzone.
Ora il passaggio decisivo sarà l’attuazione dell’opera: verificare se il ripristino del canale, insieme al controllo degli scarichi, riuscirà a migliorare il deflusso delle acque e a intervenire sulle criticità che nel tempo hanno interessato il sistema del Fusaro. Il sindaco ha definito l’intervento una grande opera di rigenerazione urbana e tutela ambientale, indicandola anche tra le azioni più importanti messe in campo per mitigare gli allagamenti e ringraziando l’assessora Olga Schiano lo Moriello per il lavoro sul progetto.
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