
Hai mai tremato per qualcosa? Un fremito, una scossa interiore che accendesse una luce. Un lampo emotivo, un bagliore introspettivo, che evidenziasse un legame sincero e profondo. Un movimento dirompente, ma non distruttivo. Forte, coinvolgente, ma non traumatico. Una scossa di quelle che rimette in sesto, portando al cambiamento, all’innovazione, alla presa di coscienza e di posizione. Un movimento non subito, ma generato consapevolmente con uno scopo ben preciso: comunicare, cambiare e creare.
La città di Bacoli parte da questo concetto per presentare la propria candidatura come Capitale della Cultura per il 2028. Da zona fragile ad epicentro culturale, perché un terreno che si muove è un terreno vivo. Bacoli accoglie la sua natura bradisismica e la sua posizione geografica, valorizzando ciò che negli anni ha preso vita mettendo in esso radici. Bacoli alza la testa e guarda al suo futuro. Un futuro che parte da una scossa.

«Si è sempre detto che Bacoli è una città che ha delle potenzialità inespresse: con questa candidatura vogliamo farle venire fuori», spiega ai microfoni di Informare il Vicesindaco del Comune di Bacoli, Mauro Cucco. «Il concept della candidatura ruota attorno al tema del bradisismo e della natura vulcanica del nostro territorio: il claim è “Il futuro parte da una scossa”. Vogliamo ribaltare in chiave positiva questo concetto, portando alla luce l’esplosione culturale che è già avvenuta in questi territori».
Non una scossa tellurica, quanto piuttosto una scossa interiore. «È la scossa che ha avuto un popolo che, nel corso dei millenni, ha sempre convissuto con il fenomeno del bradisismo ed il pericolo della caldera vulcanica, ma nonostante ciò ha sviluppato la civiltà. Questo è un territorio che ha sempre avuto questo problema, ma la cui popolazione ha sostenuto la voglia di costruire e agire».
Il titolo di Capitale della Cultura non viene attribuito sulla base di una valutazione della città, quanto piuttosto di una progettualità che possa accrescerne il valore culturale. Nella prima decade di dicembre 2025 verranno rese note le prime dieci finaliste sulle 26 città che si sono presentate, mentre a marzo verrà annunciato il conferimento del titolo.
«Abbiamo presentato un dossier ricco, completo ed intenso. Ci sono iniziative legate all’arte in ogni sua forma ed un cronoprogramma con tutte le manifestazioni e gli eventi. Sono previsti laboratori con scuole, con associazioni, incontri culturali, tavole rotonde e convegni di confronto. L’obiettivo del dossier è quello di proporre una progettualità che tenda a destagionalizzare». Una candidatura, però, che non ha un orizzonte solo italiano, ma anche internazionale. «Alcune iniziative vanno al di là dei Campi Flegrei e di Bacoli: facciamo collegamenti con la Francia, la Germania, il Giappone, la Grecia».
Oltre ai progetti di natura eventistica, sono previsti anche interventi di rigenerazione urbana, di restituzione degli spazi pubblici ed azioni che riguardano la mobilità sostenibile. Sono state coinvolte anche tante personalità di spicco del panorama culturale italiano, come Maurizio De Giovanni, che terrà degli incontri culturali in dialogo con altri autori o uomini di cultura.
«Sono estremamente soddisfatto ed orgoglioso del lavoro che è stato fatto. Bacoli è una città ricca di storia, paesaggio e natura, ma che ha bisogno di un’opportunità per far conoscere meglio e di più il suo patrimonio, sviluppando un’immagine di crescita e quelle potenzialità per anni rimaste inespresse», conclude il Vicesindaco Mauro Cucco.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...