
La giovanissima Benedetta Pilato, all’età di 19 anni, nella serata del 29 luglio è arrivata quarta nella finale dei 100 metri rana alle Olimpiadi di Parigi. Per un solo centesimo, la ragazza ha mancato la medaglia di bronzo.
Ai microfoni Rai, l’atleta ha dichiarato: “Ci ho provato fino alla fine, mi dispiace. Però sono lacrime di gioia, ve lo giuro, sono troppo contenta, è il giorno più bello della mia vita”. Lo ha detto alla giornalista con grande entusiasmo, eppure l’intervistatrice ha risposto incredula con un “ma veramente?”. In seguito, nel corso dell’intervista, ha spiegato come lo stupore sia dovuto al fatto che tutti si aspettassero un podio da lei.
Benedetta, nella sua genuina felicità, ha continuato poi l’intervista e ha parlato alla giornalista quasi come se stesse interagendo con un’amica, lasciandosi anche a un’esternazione non gradita dall’interlocutrice (“certo che un centesimo è proprio str****”).
A fare scalpore, però, non sono state le parole innocue dell’atleta, bensì quelle di Elisa di Francisca, ex campionessa olimpica di scherma. La donna, oggi opinionista Rai, ha affermato in studio: “Non mi far parlare ti prego, non ci ho capito niente. Ma ci fa o ci è? È rimasta male, dai non è possibile che dice ‘sono contenta’ […] è surreale. Rabbrividisco, fatele un’altra intervista”. Inutili i tentativi dei colleghi di uscire da una situazione che è diventata sempre più difficile da gestire.
L’opinionista ha di fatto deriso Benedetta Pilato, ergendosi a simbolo della tossicità di una parte del mondo attuale. La cultura della sconfitta, apparentemente, non sembra più parte di noi. Conta solo la vittoria. Evidentemente, la ex campionessa si aspettava una reazione di frustrazione e di rammarico; invece, è stata totalmente sorpresa dalla nuotatrice.
Sul web, in tantissimi hanno supportato la giovane atleta e attaccato Di Francisca. Federica Pellegrini, leggenda del nuoto, è intervenuta con un messaggio sui social : “Ognuno di noi è diverso, ognuno di noi ha sogni diversi e aspettative diverse! È bello veder (dal di fuori) vincere ori in modi che possono sembrare semplici, ma non è assolutamente così! A volte un quarto posto, anche se per poco, è il nostro sogno più grande! Perché?! Perché Benny alla prima Olimpiade uscì in batteria e ieri sera si presentava con il settimo tempo!! Le medaglie piacciono a tutti, ma… (e questo I’ho capito solo alla mia ultima Olimpiade) a volte conta molto di più il viaggio!! Le medaglie pesanti arriveranno, Benny ha solo 19 anni! Lasciamola sognare ciò che vuole”.
Benedetta Pilato, inconsapevolmente, ci insegna a sorridere nonostante una sconfitta. Chiaramente sarebbe stato bellissimo vincere la medaglia olimpica, ma è la consapevolezza di essere arrivata così lontano a rendere felice la giovane. Il suo palmares conta già diverse medaglie a livello europeo e mondiale, ma anche solo partecipare alle Olimpiadi, all’età di 19 anni, costituisce un’altra grande impresa da ricordare.
La nostra società misura il successo solo tramite le vittorie. Non guarda al percorso di crescita, ma solo al risultato finale. La sconfitta fa parte del tragitto ed è necessaria per rimanere con i piedi per terra e per continuare a imparare. Pensieri come quello di Elisa di Francisca sono pericolosi: instaurare nei giovani la paura del fallimento li porta a un blocco pericoloso. Ciò che è accaduto sia allora da lezione: impariamo ad apprezzare i nostri progressi, accettiamo gli errori e traiamone insegnamento.
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