
Nelle prime ore del 22 gennaio 2026 i Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone hanno dato il via a un’operazione capillare volta a contrastare lo sversamento illecito di rifiuti. L’intervento, inserito nel più ampio “Piano di controllo delle aree critiche”, ha interessato i territori di Mondragone, Castel Volturno, Carinola e Francolise, portando al sequestro di diverse aree degradate e alla segnalazione di illeciti ambientali.
Il monitoraggio dei militari ha svelato una rete di sversamenti illeciti ramificata nel casertano. Nel comune di Mondragone l’intervento più massiccio ha riguardato la via Domitiana, dove un’area pubblica di 300 metri quadrati nei pressi dell’ex complesso industriale IDAC e del mercato ortofrutticolo era stata trasformata in una discarica di scarti plastici, ferrosi e rifiuti solidi urbani. Poco distante, tra la località Stercolilli e la rotatoria di Bagnara, sono stati apposti i sigilli ad altri 150 metri quadrati di cumuli di rifiuti. Lo scenario di illegalità si è esteso fino a Carinola, nella frazione di Santa Croce, dove i militari hanno sequestrato un’intera attività produttiva di 400 metri quadrati. Il controllo ha fatto emergere la totale assenza di autorizzazioni per le emissioni in atmosfera e uno stoccaggio incontrollato di rifiuti pericolosi e non, tra cui contenitori di vernici, plastiche e macchinari ormai dismessi. L’operazione ha inoltre confermato come il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti colpisca duramente anche le proprietà private e le zone a vocazione agricola: a Castel Volturno i Carabinieri hanno individuato e sequestrato un’area di 600 metri quadrati all’interno di un fondo privato, dove erano stati accumulati nel tempo materiali ferrosi di origine meccanica e scarti plastici; per questa violazione, il proprietario è stato immediatamente deferito all’Autorità Giudiziaria.
Non meno grave la situazione riscontrata a Francolise, nella frazione di Sant’Andrea del Pizzone, dove in un terreno agricolo di circa 650 metri quadrati i militari hanno rinvenuto carcasse di mezzi agricoli, canaline per l’irrigazione, teli in plastica e reti, tutti abbandonati direttamente sul suolo. L’intero blitz, oltre a portare al sequestro di migliaia di metri quadrati di territorio ora affidati ai Comuni per il ripristino, ha ribadito l’importanza di un presidio costante per la tutela della salute pubblica in un territorio martoriato dai crimini ambientali.
L’azione condotta dall’Arma rappresenta un segnale incisivo nella lotta ai reati ambientali che da anni affliggono la cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Complessivamente, gli interventi hanno permesso di sottrarre al degrado migliaia di metri quadrati di territorio, riaffermando il controllo dello Stato su aree sistematicamente colpite da sversamenti illeciti. Mentre le zone comunali sequestrate sono state affidate alle amministrazioni per il ripristino, le attività investigative proseguono per accertare ulteriori responsabilità e garantire la tutela della salute pubblica e del territorio casertano.
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