
Quante volte parametri estetici hanno rappresentato (soprattutto per le donne) veri e propri limiti? Quante volte un kilo di più o di meno ci ha fatto sentire sbagliati. Quasi come se ad essere violato fosse un implicito canone di bellezza presente in una società che dà sempre più importanza alla forma piuttosto che al contenuto. Ed è a partire da queste basi che nasce infatti il termine bodyshaming: derisione del corpo, discriminazione di una persona per il suo aspetto fisico. Un fenomeno che non solo rischia di creare effetti discriminatori, ma è terreno fertile per la nascita di disagi psicologici per chi ne è vittima. Depressione, disturbi del comportamento alimentare, deficit di autostima.
E di fronte ad una tradizione che serve uomini e donne alla vetrina di un severo giudice che non sembra accontentarsi mai aspirando ad una malsana idea di perfezione, New York dice basta al bodyshaming. A partire dallo scorso 26 maggio, nello stato di New York, è entrata ufficialmente in vigore la legge 0209: è vietato discriminare qualcuno sulla base di caratteristiche fisiche.
Il sindaco della città, Eric Adams, dopo il passaggio per l’assemblea cittadina di New York con 44 voti favorevoli e 5 contrari, ha firmato questa nuova norma dalla (necessaria) portata rivoluzionaria.
La norma si aggiunge alla nota “Human Rights Law”, datata 1945 per la tutela dei diritti civili all’interno del Paese. Un vero e proprio scudo per la tutela dei diritti dei cittadini contro la discriminazione sulla base di 27 fattori tra cui età, credo religioso, razza, colore, sesso, orientamento sessuale. Ecco che, con la 0209, all’elenco si aggiungono anche il peso e l’altezza dei soggetti. New-entries della lista delle caratteristiche per cui è vietato esercitare una discriminazione o su cui basare un comportamento discriminatorio.
La proposta arriva dal consigliere Shaun Abreu dopo essere stato vittima di bodyshamig in seguito ad un aumento di peso. «Recentemente qualcuno, mi ha toccato la pancia e mi ha detto ‘stiamo ingrassando, eh’?’. Un’affermazione che riflette la cultura tossica che esiste negli Stati Uniti. Alle persone che hanno corporature diverse non vengono soltanto negate promozioni e lavori che meritano. La loro intera esistenza è contrastata da una società che non offre alcuno strumento legale per tutelarsi da questo pregiudizio. Sino a oggi».
In un Paese in cui il 42% degli adulti è stato discriminato almeno una volta nella vita per il proprio peso, questa nuova legge finalmente ne segna una battuta d’arresto. Libertà di scegliere come essere senza subire effetti pregiudizievoli, uguaglianza, solidarietà: questi i valori di cui si fa portatrice.
Simboliche le parole dello stesso sindaco che afferma: «Con questa legge viene sancito che nessuno deve essere discriminato sulla base dell’altezza o del peso quando si parla di opportunità di lavoro, di trovare casa o di avere accesso ai servizi pubblici. Tutti meritiamo le stesse opportunità a prescindere dal nostro aspetto fisico, da quanto siamo alti o da quanto pesiamo. Quando si è in cerca di casa o di lavoro non bisognerebbe essere trattati in modo diverso, e questa legge proibisce la discriminazione in questo senso».
Un nuovo step dunque si è raggiunto nella lunga campagna americana il cui scopo è abbattere la discriminazione in base a peso e altezza. Già in Michigan e nello stato di Washington, è attivo il divieto, sotto esame la proposta in in New Jersey e Massachusetts.
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