
Le abitudini degli italiani in tema energia sono state rivoluzionate. Il motivo? Chi è nel mercato tutelato dovrà passare al mercato libero dell’energia. Da gennaio 2024 per quanto riguarda il gas e da aprile 2024 per concerne l’energia elettrica. Il governo Meloni ha deciso di non prorogarlo nel decreto Energia e quindi entra in vigore la normativa della legge 124/2027, che prevede la fine dei servizi di tutela, ossia con le condizioni previste da Arera, l’autorità dell’energia.
La novità principale riguarda le tariffe che i cittadini e i condomini si trovano ad affrontare. Qual è la differenza tra mercato tutelato e libero? Nel mercato libero i fornitori propongono offerte con tariffe e condizioni diverse, mentre nel mercato tutelato il prezzo è uguale per tutti ed è stabilito dall’Arera. I fornitori del mercato libero possono offrire sconti e servizi extra ai clienti, per questo motivo è possibile risparmiare passando al mercato libero.
A tale proposito, spetterà dunque ai singoli utenti orientarsi al meglio per scegliere la proposta più conveniente, ammesso che non l’abbiano fatto già in passato. Fondamentale è la scelta della tariffa offerta, che può essere a prezzo fisso o indicizzata. Nel primo caso il prezzo della componente energia viene bloccato per un periodo di tempo, di solito 12 o 24 mesi, nel secondo caso, varierà mensilmente sulla base di un indice di riferimento, normalmente legato all’andamento del costo della materia prima. Non esiste un’opzione giusta o sbagliata: la scelta deve essere fatta in funzione dei prezzi proposti e della propensione al rischio di ciascuno. Se si opta per la tariffa bloccata, è importante tenere sott’occhio la data di scadenza, perché poi l’offerta potrà cambiare.
Polemiche e opposizioni. Nulla da aggiungere, quello del mercato tutelato è un tema che continua a creare tensioni nella maggioranza. “Dovete chiedere al vicepremier Salvini, non a me”, ha sottolineato Antonio Tajani a chi chiede maggiori informazioni in merito a tale argomento. Mentre dall’opposizione Pd, M5s e Avs continuano a chiedere la proroga. “Mi pare che altre modifiche al Pnrr le abbiano fatte – ha sottolineato la segretaria partito democratico Elly Schlein – ma questa no, noi chiediamo che si discuta con Bruxelles e che si blocchino le aste”.
Una polemica nella polemica. Con una parte dell’opposizione, Azione e +Europa, che ricorda il voto sull’uscita dal mercato tutelato ai tempi dei governi Conte II e Draghi. “La sinistra – ha attaccato il leader di Azione Carlo Calenda – non può imputare alla Meloni quello che abbiamo votato noi nel governo Draghi, compresa la Lega. Il tema ora è come andare alla Commissione europea tutti insieme e come trattare”. “È una polemica incredibile – ha sottolineato Riccardo Magi – anche perché le forze politiche che hanno sollevato questa polemica erano tutte nel governo Draghi”.
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