
Le antiche vie scavate nel tufo che per secoli hanno collegato Marano, Quarto e Pozzuoli, percorse in epoca romana e, secondo la tradizione, attraversate anche da San Paolo, oggi rischiano di essere sommerse da un degrado senza precedenti. A denunciarlo è l’associazione Salandra Lovers, impegnata da tempo nella valorizzazione dei percorsi naturalistici e storici dell’area flegrea e del napoletano.



Durante l’escursione del 16 novembre, organizzata all’interno di un nuovo format dedicato alle antiche strade rurali e agli itinerari camaldolesi, i volontari dell’associazione si sono trovati davanti a uno scenario sconcertante: per oltre un chilometro, lungo via Pendine e via Cupa Orlando, sono stati documentati cumuli di rifiuti di ogni genere, distribuiti a macchia di leopardo. Si tratta di ingombranti, materiale edile, guaine, scarti di lavorazioni, e altri rifiuti potenzialmente pericolosi, abbandonati ai margini di strade che rappresentano un patrimonio paesaggistico e storico unico. «È una vera e propria bomba ecologica – spiegano i volontari dell’associazione – Più ci avvicinavamo ai tratti di maggiore valore storico, più aumentavano gli sversamenti. Una situazione gravissima che deturpa strade millenarie e mette a rischio l’ambiente».


I volontari dei Salandra Lovers hanno immediatamente inoltrato una segnalazione tramite l’app SMA Campania, allegando geolocalizzazioni e fotografie dettagliate dei numerosi punti di sversamento. L’associazione ha inoltre annunciato l’intenzione di inviare comunicazioni formali anche alla polizia locale competente, affinché la situazione venga affrontata tempestivamente. I volontari sottolineano che il problema non si risolve con la singola pulizia: «Anche se l’area venisse pulita, il rischio è che nel giro di pochi giorni tornerebbe nello stesso stato. Serve una strategia seria, controlli adeguati e una battaglia culturale che coinvolga tutti».
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