
Castel Volturno si conferma una realtà unica, non solo per le tante emergenze che caratterizzano il territorio, ma anche per le ricchezze che lo costituiscono. Questa terra è in grado, seppur tra mille difficoltà, di creare e generare talenti in tutti i campi, facendo convivere tante realtà uniche che esprimono la faccia migliore della città. Parliamo in questo caso di sport e della nobile arte del pugilato, una discipilina spesso etichettata in modo negativo, ma che al contrario è caratterizzata da profondi valori. Lo sport educa e lo fa nei migliori dei modi, rappresentando uno strumento fondamentale per formare la nuova generazione, soprattutto in un contesto complesso come quello di Castel Volturno. Nella frazione di Pinetamare, da circa tre anni e mezzo, è nata una realtà che riesce ad incarnare questi valori. Si tratta di “Boxe Pinetamare”, gestita dal coach Giulio Carlo Coppola, che da qualche anno gareggia ovunque, riscuotendo notevoli risultati, tutto grazie al talento degli allievi e dalla smisurata passione del coach. Questa realtà va avanti grazie a tanti sacrifici quotidiani e non senza difficoltà. Ne abbiamo parlato proprio con Coppola, facendo insieme il punto sulla situazione.
«Vivo a Pinetmare da oltre quarant’anni, il mio è un profondo senso di appartenenza al territorio. Per anni ho visto decine di ragazzi agli angoli della città, senza motivazione e senza sfoghi. Ho quindi deciso di portare qui la mia passione principale, il pugilato, cercando di dare una seconda possibilità a tanti ragazzi. Il mio scopo principale è quello di concedere a tanti ragazzi uno stile di vita diverso, basato sull’educazione e lo sport, proprio come i valori del pugilato».
«In soli tre anni e mezzo abbiamo raggiunto dei risultati notevoli, affermandoci a tutti i livelli. Ad oggi Boxe Pinetmare è una delle palestre di pugilato più vincenti d’Italia, in relazione agli incontri fatti e i pugili che hanno combattuto. Abbiamo raggiunto dei grandi risultati. Solo l’anno scorso abbiamo generato quattro campioni regionali, partecipando a quattro tornei regionali con pugili diversi, ottenendo tutti primi posti. Quest’anno abbiamo portato in gara due piccoli allievi, entrambi vincenti. Inoltre, abbiamo conseguito ottimi risultati in altri tornei nazionali, regionali e interregionali, con la vittoria di un nostro allievo in un match contro un vice campione d’Europa».
«Indubbiamente è molto complesso, soprattutto nel rapporto con i ragazzi. Spesso ci ritroviamo davanti a delle realtà sociali difficili, dove le famiglie non hanno completato la fase educativa nei confronti dei ragazzi. In questo caso, il nostro è anche un lavoro psicologico. Poi, senza dubbio, sentiamo l’abbandono da parte delle istituzioni, sia sotto la chiave logistica che politica-sportiva. Siamo soli e questo limita la crescita della nostra realtà. Si avverte la mancanza da parte delle istituzioni e degli investitori, mancano degli imprenditori in grado di sostenere questi ragazzi, nonostante sia una realtà in forte crescita. Abbiamo delle difficoltà importanti dal punto di vista strutturale, i nostri ragazzi si sono allenati anche per strada. Spero che da parte di imprenditori e istituzioni ci possa essere un sostengo serio e strutturato allo sport e ad una realtà pugilistica importante come la nostra. Alle istituzioni chiederei un aiuto concreto, magari con una struttura più grande, nella quale poter istallare un ring regolamentare per poter ospitare gare. Confidiamo nel supporto allo sport».
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