Ultimo Magazine
Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora
Informare Online

Home
La Redazione
  • Speciali
Officina Volturno
  • Storia di Napoli a fumetti
  • Premio "città di Castel Volturno"
  • Informare con l'Arte
  • PCTO nelle scuole
  • Lavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
  • I nostri sostenitori
AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche
Logo Informare Online

Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

Magazine del mese

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026Sfoglia ora

Link Utili

  • Home
  • Contatti
  • La redazione
  • Punti di Distribuzione
  • Sostienici
  • I Nostri Sostenitori
  • Archivio Magazine

Categorie

  • Attualità
  • Ambiente
  • Politica
  • Cultura
  • Spettacolo
  • Sociale
  • Sport
  • Castel Volturno
  • Comunicati Stampa
  • Pubblicazioni Scientifiche

Seguici su

Scarica l'App

© 2026 Informare Online. Tutti i diritti riservati.

Testata giornalistica reg. Tribunale di S. M. Capua Vetere N° 678 del 03/04/2007
Home
La Redazione
Officina Volturno
Inchieste
Video
Sostienici
ApprofondimentiCulturaEVIDENZAMagazine Aprile 2025

Brutalismo napoletano: lo stile stimato tra gli studiosi europei, ma fallimentare a Napoli 

Luca De Matteis
Luca De MatteisRedazione Informare
22 aprile 20254 min di lettura

Condividi su

WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram
Brutalismo napoletano: lo stile stimato tra gli studiosi europei, ma fallimentare a Napoli 

Indice (2)

  • 1I maggiori innovatori dell’architettura a Napoli 
  • 2Rimpiangeremo i “grandi mostri”? 

Palazzoni di cemento grigi. Agli occhi di tutti, gli edifici brutalisti sono solo questo. Ed effettivamente, quest’architettura non ha la pretesa di essere molto altro. Il brutalismo ha solo due caratteristiche principali e le mostra con spietata onestà: il béton brut (cemento a vista) e le dimensioni gigantesche. In molti ritengono le sue realizzazioni mostruose – anche se nell’ultimo decennio stanno vivendo una rivalutazione – e le associano all’architettura sovietica. In realtà, questo movimento nacque in Inghilterra per la ricostruzione postbellica, data la sua forte componente pragmatica e funzionale. Tra le sue ispirazioni c’è stata anche il razionalismo, l’arte informale e la pop art. Tuttavia, nel nostro Paese in particolar modo, questa tendenza così innovativa e sperimentale non ha avuto il successo sperato. Nello specifico a Napoli, nonostante le premesse teoriche fossero ottime, ha avuto una ricezione disastrosa, dovuta soprattutto alla negligenza politica e alla tardiva accettazione da parte della popolazione. Del fallimento del brutalismo napoletano, gli abbattimenti delle vele di Scampia sono stati solo l’ultimo di altri casi emblematici. 

I maggiori innovatori dell’architettura a Napoli 

«Le Vele di Scampia sono state il fiore all’occhiello dell’architettura napoletana anni ’60, in un momento di grande speculazione edilizia in città» ci ha spiegato il Professore di Storia dell’Architettura alla Federico II di Napoli, Alessandro Castagnaro. «Era un’architettura sperimentale che Franz Di Salvo, tra i più talentuosi architetti di quel tempo, ha portato a Napoli. Dopotutto i maggiori innovatori dell’architettura napoletana sono stati brutalisti, sulla scorta dei lavori di Le Corbusier». L’architetto Castagnaro specifica: «Questi edifici assumono forme di vela, ma la struttura diventa una parte essenziale. In sostanza le Vele dovevano avere una completezza in tutte le sue funzioni, ma da noi sono state un fallimento». La stessa sorte è toccata ad altri palazzoni di cemento di un architetto ancor più innovatore: Aldo Loris Rossi. Questi, assieme a Donatella Mazzoleni, ha realizzato due edifici simbolo della scuola brutalista napoletana: Piazza Grande ai Ponti Rossi e la Casa del Portuale. Rossi parlava di quest’ultimo come di un organismo invertebrato che, con determinate geometrie, riesce a costituire un edificio. ci dice il Professore. Purtroppo, anche in questo caso, oltre mezzo secolo di abbandono ne hanno segnato il destino. Un’altra realizzazione su quella scia, ma meno audace, c’è anche l’Ipogeo del Cimitero di Poggioreale, realizzato da Rojo, Beraglia e Bucchignani. Meno sperimentale perché resta legata al passato con alcuni elementi della tradizione delle architetture illuministe cimiteriali, come il Cimittero delle 366 fosse. Ancora meno enfatici in tal senso sono gli edifici del Secondo Policlinico. Il carattere di funzionalità in questo caso è evidenziato dal fatto che vennero realizzati per la necessità di trasferire le cliniche universitarie dal Centro Storico alla zona collinare dedicata all’ospedalizzazione. Il progetto urbanistico fu di Gaetano Pechinò e di Carlo Cocchia. 

Rimpiangeremo i “grandi mostri”? 

Napoli era una grande piazza agli occhi degli studiosi di architettura brutalista di tutta Europa. E allora, perché non è stata accettata dalla popolazione? «Sono architetture molto innovative sia visivamente sia nel modo di viverle e abitarle. Un cambiamento molto radicale, in un Paese tradizionalista come il nostro, non viene accettato di buon grado, in particolar modo quando queste situazioni vengono lasciate a deperire e hanno avuto scelte sbagliate» ci spiega in conclusione l’architetto Castagnaro. «Le Vele diventarono un quartiere dormitorio con un passaggio radicale: la gente fu tolta dai quartieri centrali e fu portata là, persero le loro abitudini». Nonostante tutto ciò, tanta era la tristezza degli abitanti delle Vele costretti a dover abbandonare le loro vecchie case. Probabilmente, la città di Napoli un giorno rimpiangerà il fatto di aver avuto dei gioielli architettonici e non averli saputi sfruttare. 

Tags
  • #architettura
  • #brutalismo
  • #Napoli
  • #studiosi
Luca De Matteis
Redazione Informare

Luca De Matteis

Articoli Autore
Ti è piaciuto questo articolo?Condividilo con i tuoi contatti
WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram

Potrebbero interessarti anche

•
•
•
•

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora

Home
La Redazione
Speciali
Officina Volturno
Storia di Napoli a fumettiPremio "città di Castel Volturno"Informare con l'ArtePCTO nelle scuoleLavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
I nostri sostenitori

Categorie

AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche

Segnalazioni WhatsApp

Hai qualcosa da segnalarci?

Scrivici su WhatsApp. Tuteliamo l'anonimato e la riservatezza delle fonti.

Scrivici su WhatsApp

Seguici su:
Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia

A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...

Davide Puzone•18/09/2026
Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni

La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...

Ilaria Morlando•18/09/2026
Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro

Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...

Mariafrancesca Cafarelli•18/09/2026
RUBRICA. Leggere che passione!
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA•
  • MAGAZINE SETTEMBRE 2026

RUBRICA. Leggere che passione!

Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...

Redazione Informare•18/09/2026