
La “canned hunting”, detta anche caccia in scatola, è un’attività particolarmente crudele purtroppo legale in Sudafrica. Animali selvatici come leoni e tigri vengono appositamente allevati in aree recintate al fine di essere cacciati con più facilità e senza alcuna possibilità di fuga.
Nel 1997 erano circa 300 i leoni prigionieri della caccia in scatola. Adesso si stima che ce ne siano circa 6000. Secondo l’associazione Canned Lion in Sudafrica vi sarebbero tuttora almeno 300 “fattorie di leoni” dove quest’ultimi vengono allevati dietro le sbarre per essere poi uccisi attraverso la caccia.
In Germania, a Dortmund, si è tenuta dal 22 al 29 gennaio di quest’anno la più grande fiera internazionale di caccia in Europa: la Jagd & Hund. In particolare, nel padiglione 8, era possibile immergersi nell’orrore della caccia al trofeo. Qui i cacciatori potevano organizzare le loro battute di caccia e scegliere l’animale da uccidere attraverso degli appositi cataloghi.
Secondo un sondaggio del 2022 commissionato dalla ONG Humane Society International/Africa, il 68% dei sudafricani si oppone totalmente o in parte alla caccia in scatola. Inoltre, oltre la metà dei partecipanti al sondaggio non è d’accordo con i numeri di esemplari cacciabili stabiliti dalle autorità del Sudafrica che, fino allo scorso anno, ammontavano a: 150 elefanti, 10 rinoceronti neri e 10 leopardi.
Per quanto riguarda l’Italia, nonostante l’89% degli italiani sia contrario a questa pratica, il Sudafrica è il quarto paese di origine di tutti i trofei di caccia importati in Italia. Secondo un rapporto pubblicato da HSI/Europe, sono ben 322 i trofei di caccia di 22 specie protette a livello internazionale importati in Italia tra il 2014 e il 2018. Numeri che hanno reso il Paese il primo importatore di trofei di ippopotamo (145) nell’UE e il quarto importatore di trofei di leone africano di origine selvatica.
Coloro che si dilettano nell’attività della caccia, e in particolare in quella “canned hunting”, affermano di farlo per hobby. In effetti per chi vende e chi compra i pacchetti viaggio all inclusive con tanto di resort, comfort e guide si tratta proprio di questo: una passione. Eppure si tratta di semplici esseri umani che arrivano a spendere dai 5.000 dollari per uccidere un ghepardo fino ai 350.000 per un rinoceronte, specie in via di estinzione. Può, tutto questo, essere definito semplice “divertimento”?
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