
Il Decreto Caivano è il punto dal quale partire per comprendere la storia recente della città e valutare la possibilità di un nuovo inizio.
Il decreto-legge n. 123 del 15 settembre 2023, convertito nella legge n. 159 del 13 novembre dello stesso anno, nacque per affrontare le condizioni di degrado e vulnerabilità sociale. Una risposta straordinaria dello Stato a una crisi che aveva assunto rilevanza nazionale e che aveva nel Parco Verde il suo simbolo più doloroso.
Il provvedimento affidò a un commissario straordinario il compito di predisporre e attuare un Piano di interventi infrastrutturali e di riqualificazione, con risorse fino a 30 milioni di euro provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione.
Il Comune fu infatti autorizzato ad assumere quindici unità per il corpo della Polizia locale, tre professionisti del servizio sociale e sei educatori scolastici destinati anche al contrasto della dispersione.
La crisi sociale si intrecciava con una profonda crisi istituzionale. Le attività della magistratura avevano fatto emergere dinamiche gestionali tese, secondo gli atti ufficiali, ad assoggettare parti dell’apparato burocratico-amministrativo agli interessi della criminalità organizzata.
Con decreto del Presidente della Repubblica del 17 ottobre 2023, il Consiglio comunale fu sciolto per infiltrazioni mafiose e la gestione dell’ente venne affidata a una Commissione straordinaria.
Nel novembre 2025 Caivano è tornata al voto. Antonio Angelino è stato eletto sindaco con 14.327 preferenze, pari al 78,33%, entrando ufficialmente in carica il 2 dicembre. Con il ritorno di un’amministrazione scelta dai cittadini si è aperta una fase diversa: trasformare l’intervento eccezionale dello Stato in una normalità amministrativa.
La domanda che oggi attraversa Caivano è se la città saprà conservare e costruire su quanto fatto dal Governo. Ne abbiamo parlato con il sindaco Antonio Angelino.
«La città è in continua evoluzione, sia dal punto di vista infrastrutturale, grazie alle opere che il Decreto ha restituito ai cittadini, sia dal punto di vista sociale, attraverso la costruzione di una nuova comunità. Prima dell’intervento del Governo erano visibili a occhio nudo lo smarrimento, la sfiducia e il disincanto. C’era un rapporto slegato tra le istituzioni e i cittadini. Da allora, grazie alle opere pubbliche e al lavoro reso possibile dagli operatori del Terzo settore, questo rapporto è andato progressivamente ricomponendosi. Oggi abbiamo davanti agli occhi lo spaccato di una città che sta ricominciando a camminare, che prova a ridare fiducia alle istituzioni locali».
«Il commissario di Governo, la Prefettura e tutti gli organi sovracomunali hanno avviato un lavoro molto importante: un programma speciale che ha riguardato da vicino tutti i cittadini del Parco Verde. Attraverso ulteriori interventi di manutenzione straordinaria, il programma ridarà dignità abitativa e restituirà un diritto reale alla casa. Il Parco Verde viene da anni di manutenzione scadente o addirittura assente. A breve saranno definiti i procedimenti amministrativi che ci porteranno ad assumere una decisione importante rispetto agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria del complesso. Da lì speriamo di attuare la seconda fase del programma speciale, cioè mettere in sicurezza la struttura, considerati anche gli ultimi episodi di crollo, che potrebbero danneggiare fisicamente i cittadini».

«Ho deciso di candidarmi per la prima volta a sindaco della città nel 2020. Il clima che si respirava allora era completamente diverso da quello della candidatura del 2025. L’intervento dello Stato, ma prima ancora quello della magistratura inquirente, è stato decisivo. Nel 2020 l’oppressione esercitata dall’anti-Stato sui meccanismi democratici della città era forte. Metteva a dura prova anche le persone che volevano dare il proprio contributo senza doversi interfacciare con quell’anti-Stato.
Nel 2025, invece, quella sensazione non c’era. Questo ha consentito uno sviluppo molto più libero dell’attività democratica, anche elettorale. Le persone si sono sentite molto più libere di esercitare la propria volontà, di proporsi come rappresentanti istituzionali.
Tutto questo ha a che fare con un principio che avevamo già declinato nel 2020. Già allora salimmo sul palco e dicemmo in maniera chiara e inequivocabile che non volevamo i voti della camorra. All’epoca fummo presi per pazzi. In maniera coerente con quello che avevamo fatto nel 2020, abbiamo mantenuto la stessa posizione anche nel 2025.
La vera distanza si crea nel momento in cui non vai neanche a chiedere il sostegno elettorale. Se non chiedo sostegno a un determinato gruppo di interesse o di potere, quel gruppo, prima di venire al Comune o di intercettarti per chiedere qualcosa o addirittura pretenderla, ci pensa due volte. Sa bene, attraverso il messaggio che hai dato, che il Comune non accetta questo tipo di richiamo».
«Voglio innanzitutto fare una precisazione. Oltre all’attenzione del Governo, c’è stata un’attenzione a tutti i livelli: dalla Regione Campania alla Città Metropolitana e a tutti gli altri enti sovracomunali. È giusto chiarirlo e dare merito a tutti coloro che ci hanno aiutato a uscire da quella fase buia.
Agli operatori, alla comunità e ai cittadini chiedo di non lasciarci soli, di mantenere questo coraggio. Se c’è tutto questo, l’amministrazione può fare tanto e può cambiare molto. Se invece viene lasciata sola, anche la migliore amministrazione rischia di fallire.
Chiedo ai cittadini di partecipare, di sollecitarci nell’organizzazione di iniziative e nel superare criticità che magari non abbiamo ancora visto. Noi saremo pronti a offrire ascolto».
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