
Il campionato 2024/2025 di Serie A sembra ormai essere una corsa a due tra Napoli e Inter, con l’Atalanta che assiste da spettatrice interessata e spera in eventuali passi falsi delle avversarie, ma in posizione più defilata. La vittoria dei nerazzurri nella gara contro la Fiorentina di lunedì 10 febbraio ha riportato il Biscione a -1 dai partenopei, che hanno rallentato la loro corsa con il pareggio inaspettato contro l’Udinese. Per questo motivo il big match in programma tra queste due compagini nel primo weekend di marzo, allo stadio Meazza, può considerarsi uno spartiacque importante. Le due squadre ormai lottano testa a testa per la vetta della classifica da diverse giornate ed entrambe hanno chance di conquistare il tricolore, nonostante le quote sulle partite di Serie A attribuiscano qualche possibilità in più alla squadra allenata da Simone Inzaghi, che ha disposizione senza dubbio una rosa più completa rispetto a quella di Antonio Conte.
Entrambe le compagini sono reduci da un mercato invernale che di fatto non ha alterato gli equilibri della rosa, perlomeno questo vale per l’Inter, un po’ meno per il Napoli. Per quanto riguarda i nerazzurri, l’unica aggiunta è l’arrivo di Nicola Zalewski dalla Roma, in grado di far rifiatare il centrocampo considerato intoccabile per Inzaghi. Il Biscione ha ormai da tempo consolidato la linea a cinque con Di Marco, Calhanoglu, Mkhitaryan, Barella e Darmian, in alternativa a Dumfries, ultimamente salito molto nelle gerarchie. Nel 3-5-2 del tecnico piacentino, in avanti, prendono posto fisso anche Martinez e Thuram. L’arrivo di Taremi ha dato qualche possibilità di rotazione in più al mister nerazzurro, che tuttavia si affida sempre più spesso alla TuLa. Anche la difesa a 3 presenta alcuni punti fermi difficilmente toccabili: De Vrij, Bastoni e Pavard lo sono stati fino ad ora, anche se al momento è in fase di rientro Acerbi, titolare a Firenze e out per infortunio dal novembre scorso.
L’approccio tattico di Conte è invece differente: ha abbandonato il dogma della difesa a 3 per sposare invece il 4-3-3, più adatto agli uomini a disposizione a Napoli. Va detto che i partenopei necessitano di meno turnazioni dal momento che è il campionato l’unica competizione in cui concorrere, per cui la squadra partenopea può contare su una maggiore freschezza, elemento fondamentale soprattutto sul finire della stagione. Per quanto riguarda la linea a 4, il tecnico salentino ha rispolverato Juan Jesus come centrale al fianco di Rrahmani, una scelta obbligata visto l’infortunio di Buongiorno, che però dovrebbe rientrare in questi giorni. Anche per i partenopei il centrocampo appare intoccabile: Lobotka è il metronomo, Anguissa e McTominay garantiscono inserimenti e al contempo copertura. In avanti l’arrivo di Lukaku ha dato nuova linfa al reparto, orfano di Osimhen. Sulle corsie laterali grande spazio viene dato a Politano e Neres, considerati i titolari per quei ruoli. Il mercato invernale ha portato in dote Okafor, non tra le prime scelte di Conte, e soprattutto ha visto la partenza di Kvaratskhelia con destinazione PSG. Una perdita che la compagine contiana sembra aver assorbito bene per ora, ma che dovrà necessariamente essere colmata in vista della prossima stagione, quando l’ambiente partenopeo è pronto al ritorno in Champions League.
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