
Secondo l’ultimo rapporto diffuso dall’Istat, tra gennaio e luglio 2025 la Campania ha registrato un calo delle nascite del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un segnale d’allarme per il futuro demografico, sociale ed economico della regione.
I dati dell’Istat delineano una situazione in peggioramento. Pur mantenendo una media superiore alla media nazionale, i tassi di natalità in Campania stanno scendendo. Nel 2024, la fecondità media è diminuita a 1,26 figli per donna rispetto all’1,29 registrato nel 2023.
Al contrario, sale l’età media delle madri al momento del parto, che in Campania si attesta a 32,3 anni, leggermente inferiore alla media nazionale (32,6 anni). Rispetto alle cittadine italiane, le donne straniere residenti in Campania fanno più figli: 1,71 per donna rispetto all’1,25 delle italiane.
Il calo demografico che interessa la Campania si inserisce in un contesto più ampio, comune a molte regioni italiane ed europee. Alcuni fattori locali, come la precarietà lavorativa, i salari più bassi rispetto al Nord Italia e il costo crescente della vita, scoraggiano molti giovani coppie dal mettere su famiglia.
A questo si aggiunge il fenomeno ormai decennale dell’emigrazione giovanile. Un numero sempre maggiore di residenti lascia la regione per cercare opportunità migliori altrove, con conseguenze sul potenziale demografico e produttivo del territorio.
Le conseguenze del calo demografico in Campania sono destinate ad avere un forte impatto sul lungo periodo. Tra queste: l’invecchiamento della popolazione, la riduzione dei servizi disponibili e l’indebolimento del tessuto produttivo locale. L’invecchiamento della popolazione, unito al calo delle nascite, avrà un impatto sui servizi, il welfare e la sanità. Ad essere compromessa, sarebbe proprio la sostenibilità complessiva del sistema.
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